28 aprile 2013 - Giro di Toscana

Il Giro di Toscana (anzi "della Toscana", stando alla dizione ufficiale) prende il via in un clima di grande controllo da parte del gruppo. L'andatura è subito sostenuta e c'è il primo tentativo di evasione da parte del giapponese Fukushima. E' in particolare la Vini Fantini che tiene cucita la corsa impedendo (col concorso della Bardiani) che prendano il largo azioni d'attacco. Sulla salita di Volterra, intorno al km 40 di gara, si avvantaggia un drappello di 12 corridori (Howes e Fairly della Garmin, Van Zyl della MTN, Failli e Monsalve della Fantini, Sella dell'Androni, Barbin della Bardiani, Shilov della Lokosphinx, Squire della Flaminia, Uchima della Nippo, Demarin della Meridiana e Libner della Amore&Vita). Tutte le maggiori squadre sono rappresentate, tranne una, la BMC, che difatti è quella che compie lo sforzo per rientrare, assieme alla Adria Mobil, dopo che avevano provato ad attaccare anche Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF) e Alessio Camilli (Nippo-DeRosa). Questa azione raggiunge un margine massimo di 1' e dura circa 30 km prima di essere annullata. Dopo 70 chilometri il gruppo si ritrova compatto in testa alla corsa, ma è una situazione che dura ben poco: immediatamente ci provano, infatti, Filippo Savini (CeramicaFlaminia-Fondriest) e Jean Pierre Drucker (Veranda's Willems). Il loro tentativo non è destinato a durare ma il gruppo si ritrova frazionato, con 28 uomini davanti (Oss, Haas, Kreder, Klimov, Jim, Garzelli, Proni, Taborre, Pantano, Quintero, Pellizotti, Frapporti, Ermeti, Battaglin, Zardini, Nose, Mugerli, Scheirlinckx, Shalunov, Santoro, M. Fedi, Pinizzotto, Baliani, Camilli, Campagnaro, Kiserlovski, Masciarelli, Rocchetti), altri 26 a 20" e il resto del plotone, tirato ancora dalla Fantini, a 40". Entro il km 100 (metà gara, quindi), tutto si è nuovamente ricompattato, anche grazie alla collaborazione della MTN con la squadra di Scinto. Dopo un breve tentativo di Proni, Frapporti, Shalunov, Santoro, Pinizzotto, Sinkewitz, Canola e Rovny, ai -85 ci prova Van Zyl, che per quasi 30 km conduce la corsa con un vantaggio che non supera mai il minuto. Ancora una volta la Fantini (anche con Di Luca in prima linea a tirare) ricuce, riprendendo il 22enne sudafricano lungo la salita di Civitella; e allora, ecco il contropiede di un altro attaccante solitario, Alessio Camilli. Il folignate del Team Nippo resiste in testa per altri 30 km, tenuto a vista (nell'ordine dei 30-40" il suo margine) dal plotone e viene ripreso ai 25 km all'arrivo. Il circuito conclusivo ha come punto focale la salita di Stoppe d'Arca. Al primo dei due passaggi è Matteo Fedi a scattare, per essere ripreso dopo 3 km; al secondo passaggio la situazione si fa più intrigante, perché Gatto promuove un bell'attacco, a cui rispondono i suoi compagni Di Luca e Santambrogio, e poi anche Rubiano, Battaglin, Rovny, ancora Fedi, quindi Sinkewitz e Rocchetti. Mancano 8 km alla fine, Santambrogio ha speso molto a beneficio del capitano di giornata (Gatto è il più veloce del drappello, insieme a Rubiano), e per un pò si ha l'impressione che i 9 possano tenere. Ma da dietro BMC e soprattutto Androni non hanno alcuna intenzione di mollare la presa, così ai 3 km avviene l'ennesimo ricongiungimento della giornata. A questo punto non c'è più spazio per altri attacchi, ma solo per l'organizzazione di un piccolo treno da parte degli uomini di Savio, i quali possono contare, in un gruppo di neanche 40 corridori, sulla presenza di Mattia Gavazzi, bravissimo a superare indenne la doppia scalata a Stoppe d'Arca. Prima Sella, poi Pellizotti tengono il gruppo in fila indiana; sull'ultima curva a sinistra, posta ai 200 metri, lo sloveno Mugerli entra strettissimo, guadagnando diversi metri grazie alla traiettoria perfetta; Gavazzi invece, già in velocità, esce a centro strada ed è costretto a rimontare; la sua azione è efficace e va a mettere la sua ruota davanti a quelle di Rovny e Phinney, con Mugerli che rimane ai piedi del podio. Rubiano, al quinto posto, precede un brillante Di Luca, alla seconda gara dal rientro. Settimo si piazza il russo Klimov, davanti a Battaglin, Rocchetti e Zamparella.
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