16 marzo 2003 - Trofeo Antonietto Rancilio
Sono 187 i corridori pronti al via del Trofeo intitolato alla memoria di Antonietto Rancilio e giunto alla 20° edizione con un palmares degno sia dell'importanza della gara riservata agli elite ed under 23 che dell'Azienda che ne sostiene in toto gli oneri finanziari ed organizzativi: la Rancilio. I preliminari vanno un pò più per le lunghe ed è giusto che sia così perché è doveroso dedicare con un minuto di raccoglimento, un pensiero e una preghiera a chi ci ha prematuramente lasciati in seguito ad un incidente di corsa alla Parigi-Nizza: Andrei Kivilev, atleta professionista del Kazakistan classe 1973.
Starter d'eccezione il discesista dello sci azzurro Kristian Ghedina, alle ore 11.00 sotto un cielo primaverile il via. Intorno al km 6, nasce un tentativo di fuga che vede protagonisti sei corridori capitanati dal campione d'Italia Paolo Bailetti. Con la maglia tricolore conducono la corsa Murro, Rusconi (Pagnoncelli), Giaccari (Colombina), Cattaneo (Bottoli/Artoni) e Garbelli (UC Cremasca) I sei si danno cambi regolari e proseguono di comune accordo fino al km 40 quando vengono raggiunti da Efimkin (Pragma), Rudenko (Juvenes), Caccin (Pagnoncelli) e Marcazzan (Feralpi). I 10 conducono la corsa fino all'ottavo giro dove, e siamo al km. 120 circa, vengono raggiunti. Ma Rudenko, Cattaneo, Murro e sopratutto Gabelli, non ci stanno e insistono nel tentativo. Anche loro però desistono nel corso del nono giro ad eccezione del caparbio Garbelli che, con un ultimo colpo di coda si invola solitario. Ma il gruppo scatenato non lascia spazio e anche un leggero vento contrario fa desistere il battistrada. Ma le sorprese non sono finite; è Murro che non ci stà e tenta la soluzione a due, da man forte a Garbelli fino ai meno 8 dal traguardo. Qui il gruppo non concede più libere uscite e si appresta ad un volatone compatto con un finale al cardiopalmo.
I favoriti sono Grillo, Menin e Santambrogio, ma è Vinoni che sembra spuntarla e alza le braccia al cielo in segno di vittoria. Ma il destino è li in agguato e dice no a Vinoni che mentre cura la sede stradale destra, non si accorge di Mattia Gavazzi che come un missile arriva dalle retrovie sul lato sinistro e va a vincere sul filo di lana. Le braccia al cielo di Vinoni invece, prima di appoggiarsi sul manubrio, stringono la testa in segno di disperazione per il mancato successo.
Starter d'eccezione il discesista dello sci azzurro Kristian Ghedina, alle ore 11.00 sotto un cielo primaverile il via. Intorno al km 6, nasce un tentativo di fuga che vede protagonisti sei corridori capitanati dal campione d'Italia Paolo Bailetti. Con la maglia tricolore conducono la corsa Murro, Rusconi (Pagnoncelli), Giaccari (Colombina), Cattaneo (Bottoli/Artoni) e Garbelli (UC Cremasca) I sei si danno cambi regolari e proseguono di comune accordo fino al km 40 quando vengono raggiunti da Efimkin (Pragma), Rudenko (Juvenes), Caccin (Pagnoncelli) e Marcazzan (Feralpi). I 10 conducono la corsa fino all'ottavo giro dove, e siamo al km. 120 circa, vengono raggiunti. Ma Rudenko, Cattaneo, Murro e sopratutto Gabelli, non ci stanno e insistono nel tentativo. Anche loro però desistono nel corso del nono giro ad eccezione del caparbio Garbelli che, con un ultimo colpo di coda si invola solitario. Ma il gruppo scatenato non lascia spazio e anche un leggero vento contrario fa desistere il battistrada. Ma le sorprese non sono finite; è Murro che non ci stà e tenta la soluzione a due, da man forte a Garbelli fino ai meno 8 dal traguardo. Qui il gruppo non concede più libere uscite e si appresta ad un volatone compatto con un finale al cardiopalmo.
I favoriti sono Grillo, Menin e Santambrogio, ma è Vinoni che sembra spuntarla e alza le braccia al cielo in segno di vittoria. Ma il destino è li in agguato e dice no a Vinoni che mentre cura la sede stradale destra, non si accorge di Mattia Gavazzi che come un missile arriva dalle retrovie sul lato sinistro e va a vincere sul filo di lana. Le braccia al cielo di Vinoni invece, prima di appoggiarsi sul manubrio, stringono la testa in segno di disperazione per il mancato successo.
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