23 febbraio 2014 - Memorial Lorenzo Mola
Organizzazione dell'Asd Cycling Team T&P, Mossieri il Sindaco di Botticino, Benetti e il titolare della ditta Colosio, Main Sponsor del Team Delio Gallina, Giuseppe Colosio, per questo 3° Memorial Lorenzo Mola-38° Trofeo Marino Massolini. Sono 92 gli under23 che prendono il via da Botticino Sera per disputare questa terza edizione del Memorial in ricordo del giovane corridore stroncato da un collasso cardiaco alla discoteca Muretto di Jesolo all'alba di Ferragosto 2011.
Pronti via ed è subito bagarre con molti corridori desiderosi di misurare la gamba nei 6 giri del circuito iniziale di km. 10,800 a tornata tra le due frazioni cittadine di Botticino, "Sera e Mattina". Sono di Simone Sterbini e Filippo Rudi, i due tentativi individuali più consistenti ma finiti comunque nel nulla. Poi il trasferimento con un tratto in linea sino a Prevalle per disputare la seconda parte della corsa imperniata su di un circuito di km. 12,200 ripetuto 6 volte con la salita del Burago come massima asperità di giornata. Protagonisti di questa seconda parte sono Davide Gabburo e Nicola Bagioli, due alfieri della Delio Gallina-Colosio che interpretano una fuga di una ventina di chilometri, vantaggio massimo 30" prima di rientrare nei ranghi e dare spazio al tentativo di Gallio (Gallina), Gozio (Gavardo), Genovese (Pala Fenice), Marengo (Viris) e Filosi (Colpak). La reazione del gruppo è piuttosto violenta ed avviene l'ennesimo ricongiungimento, ma Ignazio Moser non ci sta' e rilancia deciso trovando collaborazione in Simone Consonni (Colpak) e Marco Chianese (Pala Fenice). I tre viaggiano distribuendosi equamente l'onere della fuga. Nei tratti pianeggianti però si nota l'impulso determinante di Ignazio Moser che appena informato che alle sue spalle sta rinvenendo Davide Martinelli si alza sui pedali e sulla rampa del Brago stacca decisamente Consonni e Chianese. Moser abborda la discesa disegnando i bordi delle curve e giunge nel tratto pianeggiante con una trentina di secondi sugli ex compagni di fuga che sono stati raggiunti sulla cima del Burago da Martinelli; il terzetto nulla può contro il "direttissimo delle Dolomiti" Ignazio Moser che va a tagliare il traguardo di Prevalle a mani alzate col sorriso sulle labbra come suo padre Francesco che lo ha seguito per tutta la corsa al pari di Giuseppe Martinelli che ha seguito il figlio Davide e che all'arrivo è stato il primo a complimentarsi con Ignazio e con Francesco, abbracciando anche il figlio Davide.
Pronti via ed è subito bagarre con molti corridori desiderosi di misurare la gamba nei 6 giri del circuito iniziale di km. 10,800 a tornata tra le due frazioni cittadine di Botticino, "Sera e Mattina". Sono di Simone Sterbini e Filippo Rudi, i due tentativi individuali più consistenti ma finiti comunque nel nulla. Poi il trasferimento con un tratto in linea sino a Prevalle per disputare la seconda parte della corsa imperniata su di un circuito di km. 12,200 ripetuto 6 volte con la salita del Burago come massima asperità di giornata. Protagonisti di questa seconda parte sono Davide Gabburo e Nicola Bagioli, due alfieri della Delio Gallina-Colosio che interpretano una fuga di una ventina di chilometri, vantaggio massimo 30" prima di rientrare nei ranghi e dare spazio al tentativo di Gallio (Gallina), Gozio (Gavardo), Genovese (Pala Fenice), Marengo (Viris) e Filosi (Colpak). La reazione del gruppo è piuttosto violenta ed avviene l'ennesimo ricongiungimento, ma Ignazio Moser non ci sta' e rilancia deciso trovando collaborazione in Simone Consonni (Colpak) e Marco Chianese (Pala Fenice). I tre viaggiano distribuendosi equamente l'onere della fuga. Nei tratti pianeggianti però si nota l'impulso determinante di Ignazio Moser che appena informato che alle sue spalle sta rinvenendo Davide Martinelli si alza sui pedali e sulla rampa del Brago stacca decisamente Consonni e Chianese. Moser abborda la discesa disegnando i bordi delle curve e giunge nel tratto pianeggiante con una trentina di secondi sugli ex compagni di fuga che sono stati raggiunti sulla cima del Burago da Martinelli; il terzetto nulla può contro il "direttissimo delle Dolomiti" Ignazio Moser che va a tagliare il traguardo di Prevalle a mani alzate col sorriso sulle labbra come suo padre Francesco che lo ha seguito per tutta la corsa al pari di Giuseppe Martinelli che ha seguito il figlio Davide e che all'arrivo è stato il primo a complimentarsi con Ignazio e con Francesco, abbracciando anche il figlio Davide.
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