29 settembre 2012 - Giro di Lombardia
Il 106° Giro di Lombardia prende il via non da Milano, come nelle ultime due edizioni, ma da Bergamo, in onore di Felice Gimondi che proprio oggi compie 70 anni. Nuvoloni carichi d'acqua accolgono la carovana, che prende il via alle 10.37. La pioggia non si fa attendere troppo e sin dalla prima salita, il Colle dei Pasta, si capisce che questo Lombardia sarà davvero impegnativo. Quando il gruppo arriva all'attacco del Valico di Valcava, sono stati percorsi 78 km, il gruppo si spacca in due. Davanti, dopo diversi scatti e controscatti, si forma un plotoncino ben nutrito e composto da: Federico Rocchetti (Utensilnord Named), Cristiano Salerno (Liquigas-Cannondale), Emanuele Sella (Androni Giocattoli-Venezuela), Julien Berard e Romain Bardet (AG2R La Mondiale), Johan Esteban Chaves (Colombia Coldeportes), Steve Morabito (BMC), Alberto Losada (Katusha), Nicki Sørensen (Saxo Bank-Tinkoff), Stefano Locatelli (Colnago-CSF) e Andriy Grivko (Astana). Sulle rampe del Valcava è la Saxo Bank-Tinkoff di Alberto Contador a fare un bel forcing con l'intenzione di mandare in difficoltà sin dalle prime battute uno dei più pericolosi avversari del madrileno, il neo iridato Philippe Gilbert. Aiutato da Alessandro Ballan e dalla BMC, nonché sorretto da una condizione strepitosa, Gilbert non perde terreno. Davanti invece i fuggitivi guadagnano quasi 5' sul gruppo. Superato il Valico di Valcava la discesa non è delle più semplici, bagnata e con la pioggia che scende. Davanti restano momentaneamente in testa Emanuele Sella, Johan Esteban Chaves e Alberto Losada con 4'30" sul gruppo. La salita di Colle Brianza rimescola le carte ed allo scollinamento troviamo in testa: Romain Bardet (AG2R La Mondiale), Emanuele Sella (Androni Giocattoli-Venezuela), Steve Morabito (BMC), Stefano Locatelli (Colnago-CSF), Johan Esteban Chaves (Colombia Coldeportes), Alberto Losada (Katusha), Cristiano Salerno (Liquigas-Cannondale), Tom-Jelte Slagter (Rabobank), Nicki Sørensen (Saxo Bank Tinkoff) ed il sempre ottimo Federico Rocchetti (Utensilnord Named). La Garmin resta tagliata fuori dalla fuga, così come la Lampre di Cunego ed Ulissi e l'Euskaltel di Samuel Sánchez. È così la Garmin-Sharp a tirare il gruppo nel tratto di pianura che precede la salita verso la Colma di Sormano. Se nel 2011 si era giunti ai 1124 metri s.l.m. della Colma attraverso la strada nuova, che non presenta pendenze proibitive, quest'anno si ritorna al passato, salendo per il disumano Muro di Sormano: 2400 metri con una pendenza media del 12% e punte al 24%. Siamo già in salita verso la Colma e, quando i battistrada, che viaggiano con poco più di un minuto sul gruppo, si apprestano ad entrare nel paese di Sormano la composizione è la seguente: Bardet, Sella, Morabito, Stefano Locatelli, Esteban Chaves, Losada, Salerno, Slagter, Sørensen, Rocchetti ed il rientrante Grivko che si unisce ai primi. Verso il Muro però avviene una discreta selezione e davanti restano in quattro, Bardet, Morabito, Losada e Salerno. Il gruppo, a 1'05" di distanza, è tirato dalla BMC di Gilbert. Ad un tratto la salita s'interrompe ed i quattro battistrada (Bardet, Morabito, Losada e Salerno) si fiondano in uno stradino immerso nel bosco. Il tempo di virare a sinistra e l'ascesa risale più crudele che mai. Il Muro di Sormano è iniziato e davanti resta l'ottimo Romain Bardet insieme ad Alberto Losada, appeso alla ruota del giovane talento francese. Bardet affronta le pendenze del Muro quasi sempre sui pedali, forza e transita sulla Colma da solo, con Losada che risparmia energie. In fondo la corsa è ancora lunga 81 km ma soprattutto da dietro giunge notizia del forcing del capitano Joaquim Rodríguez. Il catalano sente la gamba girare bene e forza. Tengono il suo passo Contador, Urán, Mollema, Quintana, Henao e Nibali. Philippe Gilbert, fino ad allora apparso molto fresco, cede qualche secondo al gruppetto ma non è nulla di irrecuperabile nella discesa successiva. Anche Samuel Sánchez e Damiano Cunego sono attardati e cercano di recuperare. La discesa verso Nesso fa però più selezione del Muro di Sormano. Già vedendo le traiettorie insicure e più volte corrette, spesso al limite e più volte errate di Bardet si capisce che la picchiata non è semplice. In effetti la discesa della Colma farebbe selezione anche con l'asciutto: discretamente lunga, molto tecnica, richiede lucidità per essere affrontata al meglio. Alessandro Ballan cade e distrugge la forcella anteriore della bicicletta; insieme al Campione del Mondo di Varese 2008 finiscono a terra Luca Paolini e Damiano Caruso, con i primi due che abbandonano la corsa e Caruso che perde diverso tempo. Non c'è tregua per la BMC perché proprio mentre ci si accerta delle condizioni di Ballan cade l'iridato Philippe Gilbert. Per il vallone molto spavento, qualche graffio di troppo ed alcuni dolori che impediscono la prosecuzione della corsa. Prima della fine della discesa cade anche un altro Katusha, Dani Moreno. Il più fedele gregario di Joaquim Rodríguez si rialza subito e riprende la sua corsa. Il gruppo è a Nesso, fine discesa, con Bardet che continua a forzare in testa. Ad un minuto il gruppo dei migliori che si sta rimpolpando con chi era rimasto attardato sul Muro di Sormano ed è rientrato nella picchiata verso Nesso. I saliscendi in riva al Lago di Como proseguono fino a Bellagio, dove inizia la salita storica del Giro di Lombardia, il Ghisallo. Mentre Bardet è già sulle prime rampe dietro provano ad allungare Hesjedal e Tiralongo, cui s'accoda Damiano Cunego. Il gruppo, forte di una trentina di unità, si riporta facilmente sul terzetto di attaccanti mentre in testa alla corsa il giovane transalpino è in riserva, innesta un rapporto agile e quando mancano 57 km al traguardo di Lecco viene riacciuffato. La situazione di gruppo compatto dura ben poco perché da dietro si lancia il belga dell'Omega Pharma QuickStep Kevin De Weert. Mentre in gruppo i big si controllano, De Weert continua nella sua azione e transita sulla vetta con 43" di vantaggio sul plotone quando all'arrivo mancano 46 km. Discesa, lungolago, ancora pianura verso Villa Vergano, la salita con tanto di Muro dell'Alpino e la picchiata verso Lecco. La discesa viscida del Ghisallo provoca la caduta di Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto scivola in un apparentemente innocuo tornante a sinistra e con lui cade il corregionale Paolo Tiralongo. L'olandese Laurens Ten Dam travolge lo stesso Tiralongo e finisce a terra ma riesce a ripartire subito. Tiralongo e soprattutto Nibali invece si rialzano con maggior difficoltà. Il messinese pare sofferente, la smorfia sul suo viso è inequivocabile, la botta ha lasciato il segno. Tiralongo prova a riportare in gruppo Vincenzo mentre in testa alla corsa cade anche De Weert, ponendo di fatto fine alla sua fuga. Davanti il gruppo ha un momento di studio, un momento in cui Ivan Basso capisce che Nibali è parecchio indietro e decide di attenderlo. L'andatura non è elevatissima ed allora il portoghese della Movistar Rui Alberto Faria da Costa prova ad allungare. Non guadagna più di 20" e viene ripreso proprio all'attacco di Villa Vergano, dove probabilmente si deciderà il Lombardia, proprio come nel 2011. E' Marcato che attacca sulle prime rampe dei 3200 metri dell'ultima salita. Il basco dell'Euskaltel Gorka Verdugo si porta alla ruota del Vacansoleil mentre da dietro rinviene anche il compagno di squadra di Joaquim Rodríguez, Alexandr Kolobnev. Marcato paga lo sforzo e così viene riassorbito mentre Kolobnev e Verdugo mantengono 150 metri di vantaggio sul gruppo dei migliori. Troppo pochi per resistere al ritorno di Joaquim Rodríguez che puntualmente scatta sul Muro dell'Alpino, con Contador che tenta di resistere all'amico-rivale di tante battaglie. Purito conserva 10" di vantaggio, davanti a lui una discesa non troppo difficile, ma con un diluvio che si sta abbattendo sopra a Lecco e dintorni. Purito non demorde ed è inseguito da Contador, Santambrogio, Quintana, Zaugg, Henao, Urán e Samuel Sánchez. Dietro si guardano, davanti Purito guadagna ed entra a Lecco con 13" di vantaggio, sotto una pioggia torrenziale. Urán allunga nel finale nel disperato tentativo di riportarsi su Joaquim Rodríguez, seguito dal solo Samuel Sánchez. Ormai i giochi sono fatti, Purito affronta la "esse" finale ed è subito sul traguardo. Un urlo liberatorio, una borraccia lanciata in alto e l'ingresso nella storia per lui, primo spagnolo a conquistare il Giro di Lombardia. Samuel Sánchez è secondo per la terza volta dopo il 2006, battuto da Paolo Bettini, e il 2009 da Philippe Gilbert; regola in volata Rigoberto Urán mentre un ottimo Mauro Santambrogio chiude 4°. Staccato di 1'30" Vincenzo Nibali, la cui prestazione è stata sicuramente inficiata dalla caduta nella discesa del Ghisallo.
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