29 settembre 2013 - World Championship Road Race - Firenze (ITA)

E' il grande giorno della prova in linea maschile ai Mondiali di ciclismo di Toscana 2013, la gara regina che designerà il nuovo campione del mondo categoria elite. Una prova attesissima sulle strade italiane, un evento dedicato alla memoria di Franco Ballerini e al grande Alfredo Martini, ex ct oggi 92enne: 272 chilometri con partenza da Lucca e arrivo a Firenze. Un percorso durissimo in cui i primi 106,6 km porteranno, tramite le salite di Montecarlo e del San Baronto, da Lucca a Firenze. Poi il circuito all'interno del capoluogo toscano, da ripetere 10 volte: 16.6 km circa con la lunga salita di Fiesole (4.3 km al 5.2% di pendenza) seguita dallo strappo di Via Salviati (600 metri al 10.2%) che farà da trampolino verso il traguardo, distante 5 km; in mezzo una bella discesa, con tratti anche abbastanza tecnici.
Alla partenza giornata piovosa, fredda e quindi difficile; molti corridori hanno indossato la mantellina. Dopo pochi chilometri la prima fuga vede protagonisti il ceco Barta, il tunisino Chtiouoi, l'austriaco Brandle, il polacco Huzarski e il venezuelano Godoy (il più giovane fra i 208 in gara). Dopo circa 10 chilometri, superato anche il primo strappo, il Montecarlo, i cinque di testa hanno già circa 3' sul gruppo. Nibali sostituisce la bicicletta e rientra in gruppo con l'aiuto di Nocentini, Sul percorso continua a piovere ed i cinque toccano un vantaggio massimo di 8'10" poco prima dell'ingresso nel circuito di Firenze, dopo 106 chilometri di gara. A 111 km dall'arrivo ai cinque battistrada rimane poco più di 2' di margine sul gruppo. A sei giri dalla conclusione transitano per primi sotto il traguaro in quattro; si è staccato il tunisino Chtiouoi che ha un ritardo di 40", a 1'37" il gruppo. Quando mancano 5 giri al termine (circa 80 km) davanti sono rimasti in due: Barta e Huzarski. Il gruppo, sempre tirato dall'Italia, è a due minuti e mezzo. Fin dai primi giri del circuito, il forcing della Nazionale italiana ha provocato selezione nel gruppo, che via via si assottiglia. Si susseguono i ritiri eccellenti, anche a causa di alcune cadute. Hanno abbandonato la corsa Horner, Evans, Daniel Martin, Wiggins, Van Garderen, Samuel Sanchez e Nicolas Roche, mentre nel quarto giro abbandonano anche Froome e Nairo Quintana, staccati dal gruppo principale. Ritirato anche Santaromita; il campione italiano è il primo ad abbandonare tra gli azzurri. Quando mancano 65 km all'arrivo i due battistrada sono inseguiti a circa due minuti dall'austriaco Georg Preidler e dall'olandese Wilco Kelderman, mentre il gruppo accusa un ritardo di 2'30". L'italiano Giovanni Visconti e il francese Cyril Gautier, usciti dal gruppo, riprendono i due inseguitori e adesso sono in quattro ad inseguire i due battistrada. Jan Barta non ce la fa più e cede, lasciando il polacco Huzarski solo al comando quando mancano 45 chilometri all'arrivo. Alla settima tornata, quando finalmente cessa la pioggia, si muove Giovanni Visconti, che raggiunge Huzarski. Poco dopo, in discesa verso il traguardo, scivolano prima Nibali e, dopo pochi metri, anche Paolini e Scarponi. Per Paolini, giunto alla sua ultima corsa in azzurro, il Mondiale si chiude qui, mentre Scarponi riesce a rientrare prontamente; purtroppo Nibali insegue con un ritardo di poco superiore al minuto. A due giri dal termine si ha così una coppia al comando con Visconti-Huzarski e a seguire il gruppo tirato dal Belgio con circa 1'30" di distacco, con i big come Cancellara e Sagan e anche con Pozzatto e Scarponi. Al penultimo passaggio nel centro di Fiesole, Visconti e Huzarski vengono riassorbiti dal gruppo, che torna compatto (una quarantina di unità) e lo resta anche all'inizio dell'ultimo giro. E' rientrato anche Nibali autore di un grande inseguimento. Sull'ultima ascesa verso Fiesole scatto di Scarponi quando mancano 1500 metri alla vetta, ma i migliori tengono, poi attacca Nibali, che resta al comando con il solo Joaquin Rodriguez. I due imboccano la discesa con un vantaggio minimo sui primi inseguitori: Rigoberto Uran, Valverde e Rui Costa. In discesa Uran è protagonista di una brutta caduta e al termine del tratto più impegnativo della discesa in testa troviamo da solo Rodriguez, mentre Nibali viene ripreso da Valverde e Rui Costa. Nel tratto in leggera discesa che porta verso l'ultima ascesa a via Salviati Nibali cerca inutilmente la collaborazione di Rui Costa ma non ottiene cambi e il terzetto inizia la salita con 11" di ritardo da Rodriguez. Nibali sale forte e al culmine scollina con soli 4" da Rodriguez. Poche decine di metri e c'è il ricongiungimento tra il terzetto e il battistrada, ma Rodriguez ha ancora la forza di scattare, mentre Valverde marca Nibali. Finita la discesa, quando mancano meno di due chilometri al traguardo, scatta Rui Costa all'inseguimento di Rodriguez. Nibali e Valverde non rispondono e così il portoghese riesce da solo a riportarsi sullo spagnolo quando mancano 500 metri al traguardo. Rodriguez cerca di innervosirlo, ma il portoghese rimane a ruota e lo batte in volata, regalando al Portogallo la prima maglia iridata nella storia dei Mondiali di Ciclismo. Terzo l'altro spagnolo Valverde e quarto Nibali, autore di una grande prova, ma fuori dal podio.
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