24 marzo 2013 - Trofeo Antonietto Rancilio

Sono 163 gli atleti che scattano alle ore 11,30 dagli stabilimenti Rancilio di Parabiago, sotto una pioggia battente che accompagna una giornata molto fredda. Il via, come da tradizione è dato da Maria Grazia, moglie di Antonietto a cui è intitolata la manifestazione, insieme ai figli Giorgio e Roberto, che ogni anno rinnovano il ricordo dell'imprenditore che ha reso importante l'azienda produttrice di macchine per caffè.
Partenza a ritmo altissimo, intorno ai 50 km/h, agevolato dal nuovo tracciato completamente extra urbano e che rimane all'esterno dell'abitato di Parabiago; pioggia insistente e freddo mietono fino dai primi chilometri le prime vittime con il gruppo, quasi sempre in fila indiana sotto il controllo dei team Colpack, Team Idea e Viris, le più accreditate in caso di arrivo in volata. All'inizio del 4° giro, al km 25, pochi metri prima del passaggio sotto l'arrivo, è da registrare una caduta che coinvolge una ventina di atleti, che costringe al ritiro diversi corridori, principalmente per danni alle biciclette. La gara di svolge ad un ritmo costante con alcuni sussulti e il freddo insistente induce la Direzione Gara, affidata a Giuseppe Rivolta e Graziano Porta, a ridurre la distanza prevista proprio per salvaguardare la sicurezza degli atleti, portandola a 140 km rispetto ai 160 previsti. A 20 km dall'arrivo dvadono dal gruppo in sette che acquisiscono un vantaggio crescente che tocca i 45", con il gruppo apparentemente passivo; solo apparenza perchè gradualmente il vantaggio viene man mano rosicchiato sotto il forcing del Team Idea, intenzionato a non lasciarsi sfuggire di mano il traguardo finale. L'inseguimento ha esito positivo proprio sotto il triangolo rosso dell'ultimo km, quando però lo sforzo segna i muscoli dei ragazzi guidati da Marco Cannone che non riescono più a controllare la situazione, che viene presa in mano dalla Colpack, pronta a pilotare Ruffoni. Si scatena quindi il treno nero-bianco, come d'abitudine con Marcelli in pole position a pilotare Ruffoni; così magistrale risulta il lavoro prodotto da Marcelli che Ruffoni anzichè allungare protegge il compagno e a 50 metri dall'arrivo alza le mani cercando l'applauso del pubblico e lascia vincere il suo compagno di squadra.
©2002-2026 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ETS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati

I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.

Preferenze Cookies - Privacy Policy