8 marzo 1931 - Ventimiglia-Genova
Alle ore 10.00 partenza da Ventimiglia con Lionet, direttore del giornale genovese "La Ruota", che da il via a cinquanta corridori sotto un pallido sole che è riuscito a farsi largo nelle fitte nubi che da giorni ricoprono la riviera di ponente. Il fondo stradale è buono, benchè bagnato, e l'andatura è pertanto sostenuta fino a Sanremo. Carniselli, Zucchini e Giannini che avevano provato la fuga, rientrano nei ranghi e l'andatura diminuisce. La strada comincia ad essere brutta e Zanzi e Di Paco sono vittime di forature; il varesino Zanzi riesce a ricongiungersi prima di Imperia (km 35,5), mentre Di Paco è ancora in ritardo. La salita di Capo Berta è presa con decisione dal gruppo con al comando Zucchini, Martano e Rinaldi. Si staccano in molti e, tra gli altri, Giannini, Bovet, Gaioni, Fossati, D'Achille, Lazzeretti e Zanaga. In cima Martano transita per primo e dietro a lui, in fila indiana, seguono una trentina di corridori. In discesa avviene il ricongiungimento dei ritardatari con il primo gruppo, ma sul successivo strappo del Capo Cervo in molti perdono ancora contatto. E' Camusso che conduce, mentre Minasso ha forato alla stazione di Cervo ed insegue insieme ad Orecchia, che lo ha aspettato, e a Di Paco. Sul Capo Mele è ancora Camusso a condurre, senza però forzare il passo, cosicché ad Alassio (km 65) anche Minasso, Orecchia e Di Paco rientrano sui primi, imitati poco dopo da Ferrando che aveva dovuto cambiare una gomma sul Capo Mele. La strada continua ad essere brutta e si registrano due forature per Zucchini, le vittorie di Crippa nei traguardi di Loano e Finalmarina, ed il ritiro di Bovet in seguito ad un problema meccanico. Dopo Savona (km 116), Martano fora sui saliscendi che caratterizzano il percorso e sui quali è Ferrando a condurre. Di una caduta restano vittime Zucchini, Zanzi e Gaioni; il mantovano rompe una ruota cosicchè la sua corsa è finita. Sulla salita della Colletta è Balmamion in testa, poi sostituito da Orecchia, quindi da Ferrando che accellera l'andatura. Alla ruota del ligure rimangono soltanto Camusso, Balmamion e Marin che superano nell'ordine la vetta seguiti ad una trentina di metri da Giacobbe, Morelli e Canavesi. Più in ritardo sono Minasso, Romanatti, Rovida, Martano, Fossati, Zucchini, Orecchia, Zanzi, Rinaldi, Frascarelli e Di Paco, ma tutti riescono a rientrare sui primi insieme anche ai velocisti Tasselli e Lazzaretti. A Voltri la strada ridiventa pessima e in più le rotaie del tram sono un'ulteriore insidia. Frascarelli, Di Paco e Marin cadono; in testa Ferrando, Camusso e Balmamion scattano a più riprese e Lazzaretti, Tasselli, Ferrando, Giacobbe, Zanzi e Rovida, che non si trovano a loro agio sul pavè di Genova, perdono contatto. Poi è la volta di Orecchia, Zanaga e Romanatti, infine anche Morelli, Crippa, Minasso, Rinaldi, Martano e Canavesi cedono lasciando così soli al comando Ferrando, Camusso, Balmamion e Zucchini. I battistrada non insistono e piano piano il gruppo si riforma. Camusso finisce contro un'automobile, ma fortunamente non cade e non rompe le ruote, e quindi in breve riesce a rientrare sui primi. I corridori attraversano tutta Genova per arrivare al Lido di Albaro. Dopo Sturla, sulla breve salita di San Martino, Giacobbe parte di scatto e prende una decina di metri su Ferrando, Canavesi, Zucchini e Morelli che sono i primi del gruppo. Mancano poche centinaia di metri prima di arrivare al campo della Nafta, che è pure posto in cima ad un colle; Giacobbe insiste ed imbocca la pista con una ventina di metri su Ferrando, il quale è riuscito a staccare gli altri. Ad un'altra ventina di metri giungono Balmamion, Canavesi, Morelli e Zucchini, più indietro Fossati, Rinaldi e Tasselli, seguiti da Di Paco, Camusso ed Orecchia. Il giro e mezzo di pista è compiuto velocemente dal novese che riesce così a tagliare vittorioso il traguardo precedendo di pochi secondi Ferrando. Per il terzo posto Canavesi ha la meglio in volata su Zucchini, Balmamion e Morelli.
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