25 aprile 2012 - G.P. della Liberazione
Per l'appuntamento targato Velo Club Primavera Ciclistica del neo presidente Andrea Novelli e di quello onorario Eugenio Bomboni si presentano al via 182 corridori in rappresentanza di 37 squadre (28 club italiani e 9 nazionali) che regaleranno il consueto spettacolo sul magico circuito di 6 chilometri attorno le Terme di Caracalla, Porta Ardeatina e Porta San Paolo.
Dopo il via dato da Vincenzo Calò (vice presidente dell'ANPI-Comitato di Roma), dal secondo al quattordicesimo giro si mettono in evidenza un drappello di sei fuggitivi con Francesco Acquaviva (Team Brilla), Simone Petilli (Delio Gallina), Klemen Stimulak (Slovenia), Jacopo Mosca (GS Podenzano), Nurbolat Kullmbetov e Ilya Davidenko (Kazakistan) che raggiungono un vantaggio massimo attorno ai 40 secondi. Una prima avanguardia del gruppo con Micheal Freiberg (Australia), Calvin Watson (Australia), Mirko Nosotti (Team Casati), Moreno Muscianese (Farnese Vini D'Angelo&Antenucci), Andrea Fedi (Hopplà Vega), il campione nazionale albanese Eugert Zhupa (Trevigiani Dynamon Bottoli), Francesco Sedaboni (Team Colpack) e Raffaele Bacci (Caparrini Le Village) si riporta sui sei uomini al comando: preludio del gruppo compatto a 60 chilometri dalla conclusione. A sei giri dalla fine nasce l'azione promossa da Giuseppe Fonzi (Team Colpack), Andrea Fedi (Hopplà Vega), Davide Orrico (Team Colpack), Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli) e Davide Villella (Team Colpack). E' una fuga ben assortita e interessante con Fedi e Barbin che subiscono ripetutamente la superiorità numerica dei tre alfieri del Team Colpack. Usciti di scena Fonzi e Orrico, il proscenio dell'ultimo giro è tutto di Villella, Fedi e Barbin protagonisti di un serrato braccio di ferro con il gruppo prima a 40 secondi e poi, all'altezza dell'ultimo chilometro, a 15 secondi. All'ultima curva del rettilineo di Viale Terme di Caracalla, Fedi cerca di essere il più lesto a prendere il tempo nella volata ma negli ultimi 150 metri Barbin impone la sua legge riuscendo a spuntarla sullo stesso Fedi mentre Villella rinuncia allo sprint finendo terzo. Dietro, il gruppo arriva a 7 secondi con il quarto posto di Kristian Sbaragli (Hopplà Vega) e il quinto di Thomas Fiumana (Petroli Firenze).
Dopo il via dato da Vincenzo Calò (vice presidente dell'ANPI-Comitato di Roma), dal secondo al quattordicesimo giro si mettono in evidenza un drappello di sei fuggitivi con Francesco Acquaviva (Team Brilla), Simone Petilli (Delio Gallina), Klemen Stimulak (Slovenia), Jacopo Mosca (GS Podenzano), Nurbolat Kullmbetov e Ilya Davidenko (Kazakistan) che raggiungono un vantaggio massimo attorno ai 40 secondi. Una prima avanguardia del gruppo con Micheal Freiberg (Australia), Calvin Watson (Australia), Mirko Nosotti (Team Casati), Moreno Muscianese (Farnese Vini D'Angelo&Antenucci), Andrea Fedi (Hopplà Vega), il campione nazionale albanese Eugert Zhupa (Trevigiani Dynamon Bottoli), Francesco Sedaboni (Team Colpack) e Raffaele Bacci (Caparrini Le Village) si riporta sui sei uomini al comando: preludio del gruppo compatto a 60 chilometri dalla conclusione. A sei giri dalla fine nasce l'azione promossa da Giuseppe Fonzi (Team Colpack), Andrea Fedi (Hopplà Vega), Davide Orrico (Team Colpack), Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli) e Davide Villella (Team Colpack). E' una fuga ben assortita e interessante con Fedi e Barbin che subiscono ripetutamente la superiorità numerica dei tre alfieri del Team Colpack. Usciti di scena Fonzi e Orrico, il proscenio dell'ultimo giro è tutto di Villella, Fedi e Barbin protagonisti di un serrato braccio di ferro con il gruppo prima a 40 secondi e poi, all'altezza dell'ultimo chilometro, a 15 secondi. All'ultima curva del rettilineo di Viale Terme di Caracalla, Fedi cerca di essere il più lesto a prendere il tempo nella volata ma negli ultimi 150 metri Barbin impone la sua legge riuscendo a spuntarla sullo stesso Fedi mentre Villella rinuncia allo sprint finendo terzo. Dietro, il gruppo arriva a 7 secondi con il quarto posto di Kristian Sbaragli (Hopplà Vega) e il quinto di Thomas Fiumana (Petroli Firenze).
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