17 marzo 2012 - Milano-Sanremo

Si corre la Milano-Sanremo 2012, prima grande classica della stagione, che promette anche quest'anno di offrire grande spettacolo lungo tutti i suoi 298 chilometri, dalla città della moda a quella dei fiori; al via 200 corridori. Al km 4 parte la prima fuga, composta da 9 corridori: Gruzdev (Astana), Suárez (Coldeportes), Pagani (Colnago), Oroz (Euskaltel), De Negri (Farnese), Cheng Ji (1T4I), Morkov (Saxo), Berdos (Utensilnord) e Laengen (Type 1). Percorsi 10 chilometri i nove davanti hanno 54'' di vantaggio su Rui Costa, che insegue da solo; il gruppo per il momento lascia fare. Dopo la prima ora di corsa la media è di 47,032 km/h. I battistrada toccano un vantaggio massimo di 14' dopo 60 km, poi la Sky si mette a tirare per ridurre il margine. Allo scollinamento del Turchino (km 140) il ritardo del gruppo è di 7'15" ed è la Liquigas ad andare in testa, con il vantaggio dei primi che continua a scendere. Sulle Manie (a 95 km dalla fine) il primo colpo di scena di giornata: Cavendish si stacca malgrado un ritmo non indiavolato in gruppo. In discesa cade il colombiano Quintero, che viene portato poi in ospedale con sospetto di trauma cranico e frattura al gomito. Finita la discesa il grosso del gruppo si spezza in due, e nella seconda metà rimangono tra gli altri Farrar, Battaglin, Ciolek, Colli, Belletti e Viviani. Cavendish, aiutato da ben quattro compagni, prova a rientrare almeno sul gruppo di Farrar; ci riesce, ma la prima parte del gruppo è ormai andata. Meglio va a Di Luca, caduto su una rotonda dopo la discesa, ma bravo a rientrare sui migliori. Intanto i fuggitivi del mattino vengono ripresi a 60 km dalla fine (l'ultimo a mollare è Berdos), con la BMC che tira in testa e Gilbert che esprime plateale disappunto per la tattica della squadra. Sui capi passa a condurre la Omega Pharma di Boonen, mentre Petacchi in difficoltà si stacca sul Capo Cervo a poco meno di 50 km dal traguardo. Sul Capo Berta (-40 km all'arrivo) una caduta a centro gruppo coinvolge Goss, vincitore dell'anno scorso; l'australiano rientra comunque subito nel gruppo sempre tirato da Vandenbergh della Omega Pharma. È la Liquigas a dare il cambio alla formazione belga appena si arriva sulla salita della Cipressa (-27 all'arrivo). E' Agnoli che detta il ritmo, ma non è un vero forcing quello della formazione italiana; e allora a 25 dalla fine, scattano prima Patxi Vila quindi Johnny Hoogerland. L'olandese, appena raggiunto il corridore della Utensilnord, prova ad andarsene da solo, mentre Rui Costa prova invano a riportarsi sotto dal gruppo. Prima ancora dello scollinamento, una caduta in gruppo coinvolge alcuni corridori: Gilbert, Gusev, Riblon, Vanendert, Vichot, Rollin e Izagirre. Gilbert si ritrova fuori dai giochi, e anche Di Luca, rallentato dal capitombolo degli altri, perde contatto, mentre la coppia di testa (Hoogerland e Vila) ha un vantaggio di una decina di secondi allo scollinamento. Una volta tornati sull'Aurelia, il gruppo riprende i due e c'è un frazionamento, con Cancellara tra gli altri nella prima parte del plotone ai -18. Ma non si trova l'accordo, e il gruppo torna compatto in attesa del Poggio, con la Farnese che si fa vedere davanti lavorando per Pozzato e Gatto. Con la Rabobank al comando si approccia il Poggio, ma è subito Agnoli a proporre uno scatto ai -9.5 km. Madrazo (Movistar) risponde all'italiano e lo stacca, ma l'azione sfuma sotto i colpi dei migliori che finalmente entrano in ballo: scatta ancora Hoogerland, ma è Nibali a dare una botta secca ai -7.5 km. Subito Gerrans si porta sul siciliano, imitato poco dopo da Cancellara: il terzetto scollina ai -6 km con 5" su un drappello di circa 20 corridori, guidato dai Katusha al lavoro per Freire. Cancellara tenta l'allungo in fondo alla discesa, ai -3.5 km, ma Gerrans è bravo a chiudere. Solo 150 metri di vantaggio per i battistrada, poi diventano 12" con Cancellara a tirare a tutta: solo Gerrans dà un cambio allo svizzero, e inevitabilmente gli inseguitori guadagnano. E' Gatto a condurre appena superato l'ultimo chilometro, ma il grande lavoro di Fabian davanti paga: quei pochissimi metri permetteranno ai tre di arrivare davanti, e Simon Gerrans è quello con lo spunto migliore in volata e l'australiano vince, su un generosissimo Cancellara, e Nibali che si accontenta del terzo posto. Il gruppetto dei primi inseguitori, appena dietro, è regolato da Sagan su Degenkolb e Pozzato, mentre si segnala una caduta di Trentin e Van Avermaet all'ingresso del rettilineo finale.
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