25 marzo 2012 - Gent-Wevelgem
Al km 10 nasce la prima importante fuga animata da nove corridori ovvero Yuriy Krivtsov, Vladimir Isaichev, Anders Lund, Stijn Neirynck, Jon Izagirre, Thomas Bertolini, Julien Fouchard, Koen Barbé e Kevin Van Melsen. Dopo un vantaggio massimo di quasi 9'30", i nove iniziano a perdere progressivamente terreno, e nella fase degli 11 muri di giornata sono ormai a tiro del gruppo tirato da Garmin (per Farrar), GreenEDGE (per Goss) e Omega Pharma (per Boonen). Al primo passaggio sul Kemmelberg, a 55 km dalla fine, il danese Lund forza in testa e solo Jon Izagirre, basco di 23 anni, riesce ad accodarsi al portacolori della Saxo Bank. In gruppo, intanto, non avviene niente di rilevante, se escludiamo un breve frazionamento a 80 km dal traguardo, e un accenno di attacco da parte di Gilbert ai -70 km. Si avvicina il secondo passaggio dal Kemmel, stavolta in rapidissima sequenza col Monteberg, Sul Kemmelberg, a 36 dalla fine, è Breschel a forzare, sollecitando una buona reazione da parte di Oss, Ballan, Paolini, Bennati e Van Avermaet. In cima comunque non ci sono differenze sostanziali tra attaccanti ed inseguitori e il gruppo è praticamente ancora compatto; è quindi la discesa a operare la selezione, allorché uno scatenato Paolini spinge a fondo portandosi appresso una decina di uomini. La Sky prova a chiudere, ma l'insistenza dell'azione di Paolini fa si che i 20 metri di buco non vengano effettivamente chiusi dagli uomini di Cavendish. Altri riescono invece ad accodarsi agli attaccanti, e così il Monteberg è approcciato da un drappello di 25-30 corridori. E' ancora Paolini a tenere alta l'andatura sulla salita, poi è Cancellara in prima persona che si incarica di effettuare un forcing a cui risponde il solo Sagan. A 32 km dalla fine, la coppia svizzero-slovacca si ritrova da sola ad inseguire i fuggitivi del mattino. Sagan collabora con Cancellara, e molto presto i due raggiungono Van Melsen, Isaichev, Neirynck, Barbé e Bertolini (Krivtsov e Fouchard si erano già staccati in precedenza). Al comando resistono Lund e Izagirre. Per qualche chilometro l'azione da l'impressione di poter durare (addirittura Barbé da un simbolico cambio a Cancellara), con Sagan impegnato a non perdere terreno dalla locomotiva elvetica. Ma appena Omega e Rabobank si organizzano nell'inseguimento, non c'è scampo e avviene il ricongiungimento a 25 km dall'arrivo. Nulla da fare invece per Cavendish che, rimasto senza compagni, aspetta un pò per capire come muoversi e solo quando gli rientra Stannard riprende coraggio. Il lavoro di Stannard è encomiabile e permette al drappello (in cui c'è pure Gilbert) di avvicinarsi fino a 20" dal gruppetto di Boneen e Cancellara, che però ritrova l'accordo ed Omega e RadioShack si mettono a girare in testa e ricacciano indietro lo spauracchio di Cavendish. Ai -16 vengono raggiunti Lund e Izagirre, mentre per Cavendish il ritardo è salito a 45" e in breve supera il minuto. Ai -13 c'è la foratura di Bennati, con Gallopin che lo aiuta a rientrare. In testa ci si prepara alla volata conclusiva anche se Knees prova ad anticiparla con uno scatto ai 3 km, ma non ha spazio. Identica sorte tocca a Fouchard, Van Avermaet e Langeveld, tutti autori di velleitari tentativi puntualmente stroncati sul nascere (in questo frangente si fa apprezzare soprattutto il grande impegno di Steegmans in favore di Boonen). Ed eccoci alla volata finale con Freire che la comincia in testa, ma Boonen e Sagan escono in maniera prepotente per vie centrali ed è il belga che nei 200 metri conclusivi stronca il pur bravissimo Sagan. Freire intanto si pianta e viene superato anche da Breschel per il terzo posto. Nel frattempo Rojas e Tosatto, spalla a spalla intorno alla decima posizione, finiscono entrambi per terra (portandosi giù pure l'incolpevole Van Avermaet), mentre Boasson Hagen, trovatosi stretto tra Goss e Marcato, affibbiava un cazzotto a quest'ultimo, beccandosi poi a sua volta un mezzo spintone dall'australiano. Per fortuna i tre non cadono e la giuria ritiene di non dover intervenire, quindi Boasson Hagen può salvare il suo quinto posto davanti a Bennati, allo stesso Marcato, a Chainel, Pozzato e Visconti che chiude la top ten.
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