25 aprile 2003 - G.P. della Liberazione
Alla punzonatura la For3 Bergamasca ha rischiato di non partecipare al Liberazione, essendosi presentata con soli tre corridori. Il diesse della formazione, Gianluca Valoti, ha chiesto una deroga alla giuria visto che il regolamento prevedeva che ogni formazione allineasse quattro corridori. La deroga è stata negata e così, in fretta e furia, è stato convocato un quarto elemento giunto a Roma alle due del mattino. Sono così 191 i corridori al via, con quindici nazionali straniere opposte al meglio del ciclismo nostrano. Tracciato infido, malizioso, ventitrè giri su e giù nel centro storico di Roma, sole, temperatura primaverile: insomma ci sono tutti gli auspici per una corsa in grande stile. La parte iniziale della corsa è movimentata da un quintetto composto dal marchigiano De Angelis e dagli stranieri Manousek, Franko, Kamaldinov e Duenas. Molla Manousek, insistono invece gli altri quattro e nell'undicesimo dei ventitrè giri in programma la fuga viene alimentata da Garbelli, Ratti e Moi. Gabelli rimane per una decina di chilometri da solo al comando, poi entrano in prima linea anche Lorenzetto, Godfey, Ascani, Da Dalto e Gusev, autore di un brillante inseguimento. Il plotone un po' si avvicina e un po' perde contatto dalla pattuglia di testa. Nel diciottesimo giro si contano 32 attaccanti, nel diciannovesimo c'è un tentativo di Lequatre, Moi e Bonfanti ai quali rispondono Franzoi, Colli e Garbelli. Sempre vivace e sicuro dei propri mezzi, a due giri e mezzo dalla conclusione (-15 km al traguardo), Garbelli opera un allungo al quale soltanto Kostyuk, temibile ucraino recente vincitore del Palio del Recioto, sa rispondere. Il finale è emozionante, con i due battistrada che hanno un piccolo vantaggio ma si danno cambi regolari ed è netta la sensazione che l'imboscata ai danni del plotone inseguitore possa andare a buon fine. Così è ed i due si giocano la vittoria sul vialone delle Terme di Caracalla; Kostyuk inizia in testa la volata finale, ma Garbelli lo rimonta ai duecento metri vincendo a braccia alzate, in scioltezza. Terzo, a sei secondi, Failli che precede Santambrogio e il tedesco Kauffmann. Festival italiano sul traguardo: otto corridori azzurri sul podio. Continua dunque l'incantesimo degli atleti stranieri, da nove anni a secco di trionfi e quarantesimo sigillo (su cinquantotto edizioni) per i corridori italiani. Da rimarcare l'ottima organizzazione di Eugenio Bomboni e dei suoi impareggiabili collaboratori.
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