17 aprile 2011 - Vicenza-Bionde
67^ edizione della Vicenza-Bionde, regina delle gare in linea, messa ancora una volta in cantiere dall'Us Bionde di patron Filippo Scipioni. In 148 si presentano al via da Altavilla Vicentina (Vi), per affrontare i 170 km in programma: dopo le scaramucce iniziali, ad accendere le micce è il lungo falsopiano della Val d'Illasi che porta in avanscoperta un quintetto composto da Marco Canola (Zalf), Riccardo Bolzan (Marchiol), Patrick Kos (Casati), Oleksandr Polivoda (Mantovani) e Thomas Tiozzo (Bata). I battistrada approdano ai piedi dell'unica asperità in programma, quella del Roccolo, sulle cui rampe avviene la rimonta delle prime avvisaglie del gruppo condotto dagli uomini della Mantovani Cicli Fontana. Alle porte di Verona, il gruppo si presenta così spezzato in due tronconi con una novantina di atleti a comporre la testa della corsa e altri 50 ormai tagliati fuori dalla lotta per il successo finale; questa la situazione anche al passaggio in Piazza Brà, dove una folla calorosa accoglie i concorrenti in gara. A ravvivare la discesa lungo la pianura veronese ci pensano Edoardo Costanzi (Trevigiani), Michele Gobbi (Bata), Yovcho Yovchev (Friuli) e Claudio De Benedictis (Casati). Al primo passaggio sul rettifilo d'arrivo i quattro attaccanti transitano con soli 30". Nemmeno lo spazio di una tornata ed ecco che il gruppo torna compatto dando vita ad una nuova ed entusiasmante bagarre. A tenere banco nel corso delle tornate conclusive è l'azione di altri 14 coraggiosi: Costanzi (Trevigiani), Marcolina (Friuli), Ress (Team Brilla), Ceola, Aldegheri e Guderzo (Mantovani), Favero (Cyber Team), Kos e Zanotti (Casati), Ongaretto (Marchiol), Tiozzo e Gobbi (Bata), Girardini (Unico 1) e Trovato (Caneva) che inscenano un lungo braccio di ferro con il resto del gruppo. Il testa a testa tra i fuggitivi e il plotone trainato dalle maglie della Zalf e della Marchiol dura sino a tre chilometri dal traguardo dove avviene il ricongiungimento. Si arriva così allo sprint finale caratterizzato da una paurosa caduta negli ultimi 150 metri. A prevalere è la coppia della Trevigiani Dynamon Bottoli con Andrea Dal Col che si impone sul compagno Filippo Fortin, a seguire Balykin, Benfatto e Trentin.
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