25 aprile 2006 - G.P. della Liberazione

Le Terme di Caracalla ospitano il 61esimo G.P. della Liberazione; i team italiani più prestigiosi e diverse nazionali sono pronte a darsi battaglia in uno scenario talmente unico e speciale da aumentare l'importanza della corsa. Il circuito, immerso nelle rovine dell'Antica Roma, prevede 23 giri, ciascuno di 6 km, per un totale di 138 km. Una fuga si sviluppa sin dai primi chilometri, promossa da Stefano Pirazzi (Valdarno) e da Emanuele Moschen (Unidelta), entrambi under 23 primo anno. Il loro tentativo dura diverse tornate, e il vantaggio della coppia non supera mai il minuto. Nel frattempo uno dei favoriti, Oscar Gatto (Zalf), è protagonista di una brutta caduta che lo costringe a rimanere nelle ultime posizioni del gruppo per buona parte della corsa. Riagguantati i battistrada, scattano in tre, fra cui Marco Bandiera (Zalf) e Van der Velde (figlio d'arte). Alle loro spalle allunga Mattia Michelusi (Bata Seep) che resta però a bagnomaria e desiste dall'azione. Altri 17 atleti riagguantano invece il trio di testa. La situazione si fa interessante perché davanti sono presenti corridori di spessore, tra i quali Marco Corti (Bergamasca) ed Enrico Peruffo (Filmop Parolin). Ai meno 12 è tutto da rifare, perché la collaborazione fra i 20 battistrada è venuta presto a mancare. Il danese André Steensen si aggiudica a questo punto il traguardo volante, regolando il gruppo. La classica del 25 aprile si appresta a concludersi e la bagarre si scatena: gli allunghi sono molteplici, da segnalare quelli operati da Simon Clarke (Australia), Stefano Basso (Marchiol), Alex Rocca (Unidelta) e Leonardo Pinizzotto (Granano SC Petroli), tutti avvenuti dopo il suono della campanella indicante l'ultima tornata e sempre repentinamente annullati. L'ultimo a provarci da lontano è Juan Pablo Suarez (Etruria): nulla da fare, il plotone, pilotato da Davide Malacarne (Zalf), è determinato a riagguantarlo. Lo sprint si scatena, Matthew Goss (South Australia) è irresistibile e con un margine evidentissimo sugli avversari conquista la vittoria. Alle sue spalle si piazzano nell'ordine Manuel Belletti (Trevigiani) e Cristiano Fumagalli (Filmop Ramonda). Dalla quarta alla decima posizione troviamo Marcello Pavarin (Bata Seep), Oscar Gatto (Zalf), Andrea Pinos (Basso Piave), Norberto Castelli (Bergamasca), Grega Bole (Slovenia), Matteo Montaguti (Gavardo) e Derik Zampedri (Trevigiani). Il vincitore del 61° Gran Premio della Liberazione (campione del mondo in carica dell'inseguimento a squadre) ha appena 19 anni, è australiano (proprio come Chris Sutton, dominatore lo scorso anno, approdato alla Cofidis) e originario della Tasmania. Da sei mesi a questa parte si è stabilito in Italia, in quel di Varazze.
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