28 aprile 1929 - Giro di Toscana
Alla partenza il cielo è coperto e minaccioso, tanto che i corridori indossano tutti gli impermiabili. Al Velodromo Silvestrini di Piombino si presentano al via in 32; dei 38 iscritti ben 5 non si sono presentati alla punzonatura di ieri sera (Mara, Briano, Monti, Mammina e Pomposi), mentre Freschi partirà col ritardo di 10 minuti. Il segnale d'inizio viene dato alle 5.30 precise. Subito un inizio gara bellicoso e sull'ottima strada pianeggiante i corridori si avviano verso Venturina. I sensibili dislivelli provocano l'allungamento del gruppo in fila indiana. I 25 km da Piombino a Suvereto sono percorsi in un'ora. Freschi porta a termine il suo brillante inseguimento e, al km 28 circa, si accoda al plotone. Nei successivi saliscendi si staccano Palchetti, Vignoli e Spinelli, mentre il resto del plotone, dopo alcuni tentativi di evasione, imbocca compatto il ponte che precede Monterotondo. Sul ponte, Bonugli ha uno scarto e va a terra trascinando anche Dall'Arsina e Grandi. Dall'Arsina riprende senza conseguenze, mentre Bonugli e Grandi devono attendere per avere la ruota di ricambio e ripartono in sensibile ritardo. Sulla salita che porta a Monterotondo i più attivi sono inizialmente Dall'Arsina e Beretta, poi, quando la salita si fa più dura, è Magagnini che detta l'andatura. In discesa si formano vari gruppetti vicini fra loro, e a Castelnuovo Val di Cecina (controllo a firma - km 60) i primi a firmare alle 8.07 sono Meini, Magagnini e Gestri. Visconti deve fermarsi per far riparare lo sterzo e l'operazione gli fa perdere ben 20 minuti. Grandi transita dieci minuti dopo i primi, ma in discesa il suo inseguimento è interrotto da una foratura. Anche Neri Colombo poco prima di Pomarance fora; non ha più gomme e deve attendere ripartendo con sensibile ritardo. I primi transitano da Pomarance alle 8.35, poco dopo il pistoiese Innocenti fora, mentre Simoni è staccato. Al passaggio da Saline (km 90) Grandi sta riguadagnando minuti sui primi che stanno per iniziare gli otto duri chilometri della salita di Volterra. Grandi guadagna ancora terreno e con Giuntelli, che ha forato all'inizio della salita, riesce a vedere i primi. E' solo verso il culmine che per opera di Magagnini e Frascarelli l'andatura si ravviva. A Volterra (ore 9.30) nove corridori sono insieme. I primi a firmare sono Frascarelli e Magagnini. In discesa Cipriani fora e, al termine della discesa, Grandi riesce a rientrare sulla testa della corsa. Magagnini invece deve cambiare un tubolare, ma rientra in breve. Anche Chesi e poi Neri Marcello forano ma rientrano facilmente in gruppo. Prima di Colle d'Elsa rientrano anche Neri Colombo e Giuntelli. Da Colle transita un gruppo compatto (km 127) mentre nei successivi 25 chilometri che portano a Siena non accade niente di notevole. A Siena è stabilito il controllo a firma, rifornimento e traguardo a premi. I corridori sono a Siena alle 11.45 con Meini che vince il traguardo. Il gruppo si avvia verso la dura salita di Chiusdino dove è prima Magagnini e poi Frascarelli a provocare selezione. Sulla salita di Montieri un temporale investe la corsa ed è ancora Magagnini che con un'azione progressiva provoca selezione. Gli ultimi a perdere contatto sono Giuntelli e Beretta, di poco preceduti da Gremo e Bordoni. Alla ruota di Magagnini sono rimasti Frascarelli, Binda Albino e Di Pacco. Magagnini insiste aiutato da Frascarelli e anche Di Pacco è costretto a cedere. Prima di raggiungere Montieri un tifoso provoca la caduta di Frascarelli e Binda, ma Magagnini non ne approfitta e preferisce firmare il foglio di controllo di Montieri con i due avversari (ore 13.55). Un minuto dopo transitano Beretta, Giuntelli e Grandi. La discesa è compiuta con prudenza e a Massa (controllo a firma - km 224) i battistrada sono alle 14.36 mentre gli inseguitori soltanto alle 14.39. Grandi, subito dopo il controllo, abbandona Giuntelli e Beretta e si pone deciso all'inseguimento dei primi. I tre battistrada sembrano un po' provati dallo sforzo, ma soprattutto non si trovano d'accordo. Grandi è di nuovo in vista della carovana che segue i primi a Follonica (ore 15.5) altro controllo a firma. In testa Magagnini comprende che non è più il caso di indugiare e si prodiga a tirare. Il distacco di Grandi torna ad aumentare e il carpigiano, provato dallo sforzo compiuto, si lascia raggiungere dagli altri inseguitori. Dopo Venturina inizia la salita di Campiglia e Magagnini tenta d'andarsene. Frascarelli resiste mentre Binda si stacca subito. A Campiglia Magagnini e Frascarelli transitano in testa e affrontano la discesa per poi affrontare il terribile inghiaitissimo tratto che li porterà a Piombino. I due, ancora freschi, si alternano al comando, ma d'un tratto Magagnini si arresta. La bicicletta ha dei problemi e il toscano ha un gesto di disperazione, con la ruota posteriore che sbanda. Pochi istanti, ma ciò basta perché Frascarelli si involi verso la vittoria. Magagnini compie i tre giri di pista acclamatissimo. Soltanto 15 minuti dopo giunge un gruppetto di sei corridori: Giuntelli, Ciaccheri, Meini, Grandi, Neri Colombo e Gestri, con Binda che si è fatto superare anche da loro. Nella volata Giuntelli riesce a battere gli avversari, piegando la resistenza di Meini.
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