7 luglio 2009 - Trofeo Città di Brescia
Al via si presentano 153 atleti che scattano in perfetto orario dopo le premiazioni di Enrico Peruffo (vincitore ai Giochi del Mediterraneo) e Alfredo Balloni (campione italiano cronometro under 23). C'è ancora il sole e l'aria è frizzante quando viene abbassata la bandierina a scacchi. Il primo e secondo dei 15 giri in programma non regalano spunti tecnici interessanti, mentre nel terzo De Negri, Kochetkov, Tedesco, Marchetti, Shapalov e Rocchetti orchestrano un attacco transitando in Castello con 18" sul gruppo. Nel giro successivo i sette di testa portano a 40" il vantaggio su Tedeschi e Turaev, il gruppo segue a 52". Moser e Saronni cercano di ricucire lo strappo senza fortuna. Moser (figlio di Diego, nipote di Francesco) ci riprova subito dopo insieme a Montanari e Mazzi. Il drappello di testa intanto comanda le operazioni con 35" sugli immediati inseguitori. Verso la fine della sesta tornata Moser, Montanari e Mazzi si riportano sui fuggitivi e transitano insieme sotto lo striscione d'arrivo con 38" sul gruppo. A metà corsa il gruppo si ricompatta, ma subito dopo allunga nuovamente Mazzi insieme all'ex tricolore juniores Palini. I battistrada continuano la loro marcia, ma il gruppo vigila con soli 10" di ritardo. Poco dopo si verifica il ricongiungimento ma la calma dura poco perché Cesare Benedetti, l'indomito Rocchetti e Micheletti vanno all'attacco con grande impeto agonistico. Belleri, Giorgio Brambilla, Gobbi e Franzini non ci stanno e si riportano in poche battute sugli apripista formando in testa un settebello di buon valore. La corsa entra nel vivo e il plotone torna sui battistrada. A cinque giri scarsi dalla conclusione tutto da rifare con Margutti e Cesare Benedetti che cercano di fare selezione, riuscendoci in parte perché il gruppo si spacca in due tronconi. Il traguardo si avvicina e la media si alza ulteriormente. Dodi non ci sta e con un grande azione raggiunge e supera Benedetti e Margutti. Il gruppo transita sul Castello in lunghissima fila indiana tirato da Felline: a poco meno di trenta chilometri la corsa diventa rovente. Gli scatti e controscatti si susseguono senza soluzione di continuità, mentre il pubblico diventa folla. Il bresciano Fanelli va all'attacco con altri 7 contrattaccanti, il gruppo però ricuce la falla ma in contropiede allungano imperiosamente 19 atleti che diventano imprendibili e si contendono la vittoria finale. E' Palini, lanciato da Ruffoni, che si impone alla grande. Andrea Pasqualon e Mirko Battaglini sono gli ultimi a cedere, andando a completare poi il podio.
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