5 aprile 2009 - Trofeo Banca Popolare di Vicenza
Si corre a Col San Martino, in provincia di Treviso, la 61^ edizione del Trofeo Internazionale Piva-Banca Popolare di Vicenza. Gli atleti (189 partenti dei 206 iscritti appartenenti a 34 club, 12 dei quali stranieri) gareggiano al cospetto del c.t. Rosario Fina, che vuole verificare di persona le condizioni dei propri corridori in vista degli appuntamenti delle prossime settimane con la Coppa delle Nazioni. Ad aprire la serie di attacchi è Manuele Boaro che dopo il via dato alle 12.35 dall'assessore allo sport di Farra di Soligo, Paolo Brugnera, parte come un razzo accumulando un vantaggio al primo passaggio del Combai di 30". Successivamente il battistrada è ripreso e da questo momento la gara è un susseguirsi di allunghi, di inseguimenti e di riprese. La fase decisiva nel finale quando mancano pochi chilometri alla conclusione e nove corridori partono al controattacco. La loro iniziativa è tamponata da 16 atleti che poi si contendono il successo in volata. Cimolai, che ha sempre mantenuto le posizioni di testa, da fondo a tutte le energie residue precedendo Cesare Benedetti (Da Nardi-Daigo-Bergamasca), Andrea Piechele (Trevigiani Dynamon) e il campione italiano Damiano Caruso (Mastromarco Chianti Sensi Mapooro). Il grosso, attardato di 27", è regolato da Stefano Borchi (Mastromarco Chianti Sensi Mapooro). Alla Marchiol Site Liquigas sono andati anche il 5° Trofeo Cuboceramica ed il 16° Memorial Amici dell'Ac Col San Martino, alla Zalf désirée Fior è stato attribuito il Premio della Combattività, ma anche quello della sfortuna. I ragazzi di Luciano Rui, Luciano Camillo e Gianni Faresin (Sacha Modolo, Gianluca Brambilla, Matteo Collodel, Alessandro Mazzi, Enrico Battaglin e Manuele Boaro) sono stati gli autentici mattatori del 61° Trofeo Piva-Banca Popolare di Vicenza. Hanno attaccato con generosità e astuzia dal primo all'ultimo chilometro, creando in continuazione lo scompiglio tra gli avversari ma alla fine sono tornati a casa a mani vuote. A complicare i piani della compagine di Salvarosa di Castelfranco Veneto nella fuga conclusiva che ha visto impegnati nove concorrenti (erano presenti Brambilla, Modolo e Collodel, le tre punte designate nella strategia pre-gara) la caduta ai 900 metri dal traguardo che ha tagliato fuori Modolo già proiettato allo sprint finale.
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