19 marzo 1961 - Milano-Sanremo
Si parte in una giornata di forte vento contrario. Parola d'ordine, quindi: stare tutti assieme. Invece quelli della Bianchi, Antonio Bailetti, Franco Balmamion e Bruno Mealli in primis, e poi Vendramino Bariviera e l'olimpionico a squadre Livio Trapè (Ghigi) rendono la gara vivacissima. In una successiva azione i giovani della San Pellegrino animano l'ascesa al Turchino dove primo è Giorgio Tinazzi. Le condizioni atmosferiche peggiorano in Riviera, cosicché, dopo che il gruppo si era spezzato in due tronconi, a Varigotti c'è il ricongiungimento. Sul Berta tentano Carlesi, il campione del mondo Van Looy e il connazionale Gilbert Desmet. Su loro arriva sparato il francese Jean-Claude Annaert, che in cima resta solo. Il plotone, forse soggiogato da Van Looy, indugia. Non ci pensa due volte, invece, l'altro transalpino Raymond Poulidor che si sgancia trascinandosi l'olandese Albertus Geldermans. In breve piombano sul battistrada e al bivio del Poggio, quando la strada si fa più dura, Poulidor resta solo. Sul Poggio, come Privat l'anno prima: stessa Casa (Mercier), stesso tecnico (Antonin Magne). Ottimi dunque il lavoro d'équipe e il piano tattico. Finale palpitante, Van Looy schiuma rabbia e si mette feroce al suo inseguimento: 200 metri di vantaggio però bastano al transalpino che lascia a 3" il troppo sicuro e presuntuoso belga.
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