27 aprile 1985 - Amstel Gold Race

Un tempo infernale accompagna la carovana per tutti i 242 km del tracciato che divide Heerlen da Meersen. La pioggia e il vento causano numerosi ritiri, fra cui spicca quello del grande campione bretone Bernard Hinault, ancora a corto di condizione. Il gruppo si spezza in vari tronconi. Una prima selezione si sviluppa sul Gulpenerberg (km 125) sotto l'impulso di Johan Van der Velde e Adri Van der Poel. Dopo 171 km poco più di 20 corridori restano in lizza per il successo: gli altri hanno abbandonato o sono tagliati inesorabilmente fuori. Van der Poel assesta un colpo cui nessuno resiste. Il portacolori della Kwantum rimane solo in testa alla corsa e passa primo in vetta sul terribile Keutenberg (km 197) con un vantaggio di ben 1'30", anche se il traguardo è ancora 45 km più avanti. Sulla cote di Eyserbos (km 205, - 37 all'arrivo) l'olandese si disunisce, vittima di una spettacolare defaillance (un altro simile black out gli costerà, nel 1988, un giro delle Fiandre). In meno di un km (!), il biondo Adri perde tutto il vantaggio accumulato e viene ripreso da Anderson (2° al giro delle Fiandre e alla Gand-Wevelgem battuto da un incontenibile Vanderaerden), Verhoeven, Ludo Peeters, Lieckens, Broers, Lammerts, Versluys e un redivivo Knetemann. Ai piedi del Sibbergrubbe, allunga Nico Verhoeven; Anderson e Ludo Peeters non si muovono per l'aspro dualismo che contrappone la Panasonic alla Kwantum. Sul Cauberg scatta Knetemann poderoso e potente come negli anni d'oro. L'ex campione del mondo riprende Verhoeven a Vilt (km 230) e poi riparte con impeto a 7 km dalla conclusione. Resta solo al comando e si lancia verso un'impresa che lui stesso definirà "la più bella vittoria in carriera". Per Knetemann, 34 anni, questo successo ha delle valenze forti: innanzitutto lo ripaga per i grossi sacrifici fatti per tornare competitivo dopo un brutto incidente nell'83, e poi è il secondo trionfo nella più prestigiosa corsa nazionale, ottenuto ben 11 anni dopo il primo acuto quando ancora era praticamente uno sconosciuto. Nel grande giorno di Knetemann, una menzione particolare per il suo ex "gemello" (nella Ti-Raleigh e nella nazionale olandese) Jan Raas, oramai al crepuscolo di una grande carriera da predatore di classiche. Una terribile caduta all'ultima Milano-Sanremo (vinta dal 36enne Hennie Kuiper, un altro grande vecchio del ciclismo olandese) lo tiene lontano dalle gare e ne anticipa il ritiro dalle corse che verrà ufficializzato qualche settimana dopo (28 maggio) a 33 anni non ancora compiuti. Per "mister Amstel" si propone subito una nuova carriera da direttore sportivo in seno alla Kwantum, che gli regalerà nuove e non poche soddisfazioni.
Articolo inviato da: Ettore Ferrari ()
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