26 settembre 2008 - World Championship Under 23 - Varese (ITA)

Il campionato del mondo Under 23, da percorrere dieci giri del circuito intorno a Varese per 173 km complessivi, è animato fin dalle prime battute. E' Stefano Borchi che promuove la fuga a partire dal secondo giro lungo la salita di Via Montello in compagnia di 10 corridori. I battistrada sono: Nerz (Germania), Porsev (Russia), Gautier (Francia), Van der Velde (Olanda), Duarte (Colombia), Bajt (Slovenia), De Gendt (Belgio), Monsalve (Venezuela), Valls Ferri (Spagna), Andriato (Brasile) e l'italiano Stefano Borchi. I fuggitivi raggiungono subito un vantaggio che sfiora i due minuti sul gruppo ma dietro c'è chi non resta a guardare: prima è un quartetto, composto dal francese Gallopin, dal tedesco Reimer, dal russo Kunshin e dall'olandese Kreder a cercare l'inseguimento (con un distacco che veleggia sul minuto), alle loro spalle invece si muove un sestetto ben assortito con dentro gli italiani Oss e Caruso, il britannico Swift, il lettone Smukulis, il francese Kadri e il tedesco Degenkolb (1'40" circa il loro ritardo). Dal gruppo invece cerca di evadere anche Stefano Pirazzi, che appare uno dei più pimpanti nei tratti di salita. Questa è la situazione che si protrae nel corso del terzo e del quarto giro e quando l'accordo tra i battistrada comincia a farsi difficile, ecco che aumentano sensibilmente le possibilità di rientro degli inseguitori, col gruppo sempre oscillante tra il minuto e quaranta e i due minuti. Detto fatto: prima Gallopin, Kreder, Kunshin e Reimer rientrano sui battistrada, poi dopo un bell'allungo di Caruso sui Ronchi anche il sestetto inseguitore comprendente Oss e Swift si fa sotto rendendo la situazione molto interessante. La situazione diventa ulteriormente più interessante subito dopo: anche Pirazzi, Smukulis e Opryshko rientrano sul gruppo di testa. Sono ora in 23 al comando del mondiale con ben quattro italiani contro i tre della Germania ed i tre della Francia. Il gruppo, che è transitato precedentemente con 1'58" al traguardo, continua a vivere nell'incertezza e questa fase può rivelarsi decisiva soprattutto per Portogallo ed Australia, colpevolmente rimaste fuori dal tentativo di fuga, tanto che quando cominciano a vedersi uomini della nazionale lusitana e di quella oceanica in testa al gruppo il vantaggio comincia a scendere, fino a ridursi ad 1'08" al sesto passaggio. All'inizio del settimo giro, all'attacco del Montello, Stefano Pirazzi forza decisamente l'andatura per selezionare il gruppo e quando l'azione del laziale si esaurisce parte con grande decisione Daniel Oss, alla cui ruota riescono a portarsi, seppur con un pò di fatica, Duarte e la coppia tedesca Nerz-Degenkolb. I quattro guadagnano subito un buon margine, il giovane Nerz (vincitore del Giro di Toscana tra gli juniores lo scorso anno) dà il meglio di sé per favorire il compagno, ed i secondi nei confronti degli immediati inseguitori diventano 30" (oltre un minuto sul gruppo), laddove i soli Swift e Smukulis sembrano veramente decisi ad inseguire. Proprio questi due, poco prima del passaggio dei Ronchi, allungano, ma è subito pronto a riportarsi su di loro Damiano Caruso, che resta passivo a ruota. Al passaggio pertanto il quartetto di testa transita con 38" sul trio Swift-Smukulis-Caruso mentre ormai termina l'avventura per gli altri fuggitivi, ripresi dal gruppo, che transita con 1'05". Si entra quindi nell'ottava tornata e, mentre davanti il quartetto continua di buona lena sempre tirato principalmente da Nerz, Damiano Caruso decide di rompere gli indugi e scatta secco sul Montello, nel tentativo di recuperare la testa. Caruso riesce a coronare il suo sforzo, portando l'Italia alla parità numerica con la Germania. Dietro intanto Smukulis perde contatto ma Swift continua ad inseguire e questa volta trova la compagnia del campione europeo in carica Gautier, col francese che sembra ancora avere molte energie nonostante sia già in fuga da un pò. Allo scollinamento dei Ronchi, la coppia anglo-francese si porta a soli 20" di ritardo dal sestetto e conoscendo le doti da velocista di Swift qualche sicurezza in meno per il finale c'è. Dal gruppo intanto sono una quindicina ad uscire e tra questi si notano l'australiano Travis Meyer ed il vincitore del Tour de l'Avenir Bakelandts, ma al passaggio il loro ritardo è di 1'30" circa. Ancora più indietro il gruppo con un ritardo di 2'20". Swift e Gautier rientrano sulla testa della corsa e la penultima vede i battistrada continuare nella propria azione alternandosi nei cambi in testa sia in salita che in pianura (i più attivi ancora Nerz, Gautier e Duarte). Al penultimo passaggio sui Ronchi, Damiano Caruso piazza un nuovo allungo deciso, che però ha l'unico effetto di provocare il distacco di Nerz, ormai esausto per il gran lavoro svolto. Caruso ci riprova una seconda volta, ma ancora una volta nessuno (in primis Gautier) si fa sorprendere. Più movimentate le cose alle spalle con una sciabolata decisa di Silin che cerca di evadere dal gruppo principale con a ruota Simone Ponzi, nel tentativo di riportarsi sugli inseguitori. Ancor più deciso è l'irlandese Daniel Martin (professionista della Garmin), che tutto solo si getta all'inseguimento dopo lo scollinamento. Quando suona la campana dell'ultimo giro la situazione che si presenta è la seguente: Oss, Caruso, Swift, Degenkolb, Duarte e Gautier transitano con 38" su Nerz, 1'01" su Martin e 1'43" sui più immediati inseguitori. Si entra quindi nella fase di studio tra i battistrada: nessun allungo, Oss e Caruso che si parlano per pianificare il finale ed il solo Martin a restare ancora a bagnomaria tra fuggitivi ed inseguitori, con Bakelandts che cerca ancora disperatamente il ricongiungimento sia in prima persona che con l'aiuto dei compagni. Si giunge quindi all'ultimo attacco della salita dei Ronchi: non ci sono scatti, i battistrada si controllano e l'andatura rallenta, ma a questo punto accade l'imprevedibile: ripreso Daniel Martin, sui 6 di testa piombano il russo Silin, con alla sua ruota un brillantissimo Simone Ponzi e quindi il portoghese Rui Costa, altro grande favorito. Situazione completamente mutata quindi e che sembra volgere per il meglio per l'Italia, se è vero che l'uomo di punta e designato per lo sprint (vale a dire Ponzi) è riuscito a rientrare e si mette immediatamente a ruota di Rui Costa per un marcamento serrato in vista dell'eventuale volata. Intanto Caruso è bravissimo a chiudere subito su Silin mentre sull'allungo di Gautier è Duarte il più lesto a seguirlo, col tedesco Degenkolb a ricucire. Oramai mancano solo due chilometri al traguardo e Caruso ed Oss si mettono decisamente in testa a tirare, sia per preparare al meglio il finale di Ponzi, sia per scongiurare il rientro di altri uomini pericolosi. Riesce comunque a rientrare, con uno sforzo notevole, l'olandese Van Winden, che aggancia la coda del gruppo proprio in prossimità del triangolo rosso. Sono quindi in dieci a giocarsi la maglia iridata; ai 450 metri parte Silin, lo segue immediatamente Duarte, che lo supera e prende in testa l'ultima curva. Il russo intanto crea involontariamente il buco, che Oss, ormai stremato, cerca di chiudere disperatamente. Tutto invano perché Duarte non cede e va a tagliare il traguardo a braccia alzate mentre alle sue spalle Ponzi regola allo sprint Degenkolb, Swift, Rui Costa, Gautier e Silin. Volata perfetta per l'italiano, ma che vale "solo" l'argento e tanta frustrazione sfogata con ripetuti pugni sul manubrio. Oss conclude 8° a 5", Van Winden 9° a 7", l'esausto Caruso 10° a 12", poi giunge il belga Hermans a 15", Guldhammer batte gli immediati inseguitori a 22" mentre il grosso del gruppo viene regolato dal norvegese Kristoff a 33".
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