21 marzo 1998 - Milano-Sanremo
Classicissima numero 89. Si parte in una giornata di sole con il parterre di piazza Sant'Ambrogio ricco di personalità come Albertini, sindaco di Milano, l'assessore allo sport Scalpelli e un campionissimo del calibro di Hinault. Al via si presentano in 198: degli iscritti manca il solo Miguel Angel Edo Alsina, spagnolo, pescato dalla commissione sicurezza e salute dell'Uci con il sangue troppo ricco di globuli rossi (ematocrito superiore al 50% ) e dichiarato inadatto alla pratica del ciclismo. Dalle scaramucce iniziali esce la fuga di Di Renzo, abruzzese della Cantina Tollo - Alexia Alluminio. Il battistrada s'invola a Binasco con lo spagnolo Chico Garcia, compagno di Jalabert: i due accumulano 25'50" (a Ovada) e obbligano a muoversi le squadre di Vandenbroucke - Museeuw (che sacrificano Bugno e Tafi), di Bartoli, di Zabel, di Berzin, di Elli e di Tchmil. Dopo 237 km di inseguimento, il gruppo riacciuffa Di Renzo e Garcia sui Capi. E allora ci provano sul Berta, prima Serpellini e Forconi, poi Trenti. I gregari di Zabel fanno un'andatura asfissiante e il gruppo, che dribbla la caduta di Diano Marina (dove resta attardato Pantani), si presenta a forte andatura ai piedi della Cipressa: mancano 30 km all'arrivo. Chiappucci accelera sulla Cipressa, ma viene inghiottito da Bettini, che si spreme al pari di Scinto e Noè per Bartoli. Si fa vedere Hamburger, e Savoldelli bracca tutti, ma perde Cipollini in difficoltà con altri velocisti come Minali e Leoni. Ci provano anche Julich, Massi e ancora Forconi. Sulla Cipressa davanti sono ancora in 45 e altri 15 rientrano in discesa. Sulla pianura che conduce al Poggio, abbozza un allungo Bartoli, ma viene annullato il tentativo. Se ne va Brasi, ma quando viene raggiunto da Virenque l'italiano non collabora più e il francese si lascia andare a sceneggiate televisive. I due accumulano un vantaggio di 18" che però sul Poggio viene polverizzato dagli inseguitori: soprattutto da Jaermann e Dufaux. Sul Poggio spunta Steinhauser, fa capolino Gelfi, ma l'attacco più pericoloso è di Jalabert, che viene inseguito da Colombo, Jaermann, Petito, Elli, Magnien e un'altra dozzina di uomini. Jaermann rilancia e Colombo lo insegue. All'ultimo tratto di salita ci prova Elli che resta solo, ma con appena 4". In discesa Elli mantiene 60 - 70 metri di vantaggio. Ai 1200 metri viene braccato da Colombo, ma il gruppo dei migliori si ricompatta. Quindi la volata con Zabel che parte lungo e bissa il successo del 1997 battendo Magnien e Moncassin.
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