Roma-Napoli-Roma

Corsa tranquilla fino a Capua dove un carro che trasporta tronchi d'albero blocca la strada ai corridori, provocando una caduta che mette fuori gara Beni. Prime schermaglie sulla salita di Itri, con Pavesi che scatta deciso subito seguito da Gerbi e Canepari, ma i tre non trovano l'accordo e l'azione presto sfuma. Terminata la temutissima "Fettuccia", un rettilineo di 50 km in aperta campagna, percorso sotto il sole cocente, i primi transitano da Cisterna e Ganna e Pavesi si alternano in testa al plotone e con una serie di allunghi spezzano il gruppo in più tronconi: tra i primi a cedere Danesi, Santhià e Fortuna, mentre nello strappo di Velletri anche Canepari e Borgarello perdono contatto dai primi. Ganna attacca a ripetizione sulla salita di Albano, seguito soltanto da Pavesi, Aimo e Gerbi, il quale però non appare in brillanti condizioni, va avanti rabbiosamente, ma sbuffa e soffre visibilmente. Vedendo il "Diavolo Rosso" in difficoltà, Ganna, sollecitato da Pavesi, scatta ancora e stavolta rimane solo al comando anche perchè Gerbi, in risposta ad un'ironica battuta di Pavesi, tenta una contrattacco ma si alza sui pedali in maniera scomposta, perde l'equilibrio e cade rovinosamente a terra. In suo aiuto accorre il direttore sportivo dell'Atala, Gatti, che con grande sportività lo aiuta a rialzarsi, incitandolo persino a proseguire la corsa. Ganna però è già lontano e transita da Genzano con quasi 5' di vantaggio su Pavesi ed Aimo, presto raggiunti però da Gerbi il quale pare rinfrancato e guida con furore l'inseguimento. Il battistrada improvvisamente entra in crisi: in preda a violenti dolori di stomaco, forse sfinito per aver dosato male le sue energie, si pianta letteralmente sui pedali ed a niente valgono gli accorati incitamenti della sua ammiraglia. A pochi chilometri da Roma, già sull'Appia antica, Ganna viene raggiunto dai tre immediati inseguitori; stremato e deluso si ferma di colpo e scaglia lontano la sua bicicletta, ritirandosi piangente. Pavesi tenta subito l'allungo staccando Aimo e Gerbi. Quest'ultimo, dopo un momento di tentennamento forse per la fatica dell'inseguimento, si rimette a tirare e all'ultimo chilometro si riporta nella scia del battistrada con alla ruota Aimo. Il pubblico è letteralmente entusiasta tanto che lascia a disposizione dei corridori uno stretto corridoio ampio non più di due metri. Le forze dell'ordine non riescono a tenere a freno gli indisciplinati tifosi e ciò provoca non pochi problemi di equilibrio ai ciclisti, costretti a ripetute frenate e sbandamenti. Addirittura, ad un centinaio di metri dal traguardo, due ciclisti invadono improvvisamente la strada e Pavesi, che ha già lanciato lo sprint finale, li centra in pieno, trascinando nella caduta anche Aimo e Gerbi. Gerbi è il primo a rialzarsi, aiutato pure dai suoi tifosi che nel parapiglia trattengono invece poco sportivamente Pavesi ed Aimo. Il Diavolo Rosso rimonta in bicicletta e nonostante abbia un pedale rotto, viene letteralmente spinto fino al traguardo che riesce a tagliare nettamente per primo davanti ad un esterrefatto Pavesi, il quale precede Aimo.
Gerbi coglie il terzo successo consecutivo nella Roma-Napoli-Roma, nonostante le inevitabili polemiche sullo svolgimento poco sportivo del finale di corsa.
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