20 aprile 2008 - Vicenza-Bionde

La 64^ Vicenza-Bionde prende le mosse dal salotto di Piazza dei Signori a Vicenza, con il pieno di adesioni; sono infatti 200 gli atleti che si sono presentati ai nastri di partenza per giocarsi la vittoria in questa classica delle due province, che si dipana sui 170 km in programma, allestiti alla perfezione dal team dell'US Bionde.
Alle 14.02 il via ufficiale della gara dall'innesto della statale 46 del Pasubio e subito attacco di Le Boulch (Pomme Marseille), ma il gruppo non gli lascia spazio. La velocità è molto sostenuta, grazie anche al vento a favore, e il gruppo è compatto in lunga fila indiana. Dopo un altro attacco, subito annullato, di Le Boulch insieme a Dalla Libera (Bata), Vivian (Trevigiani), Bedin (Breganze), Favilli (Valtrompia), Rizzo (Termopiave), Benfatto (Zalf) e Bua (Eurobike), il gruppo compatto inizia la salita di Priabona (km 20). In salita attaccano Tapparello (Breganze), Pirazzi (Zalf), Bertolo (Marchiol), Nechita (Molino di Ferro), Storti (Bibanese) e Vivian (Trevigiani). Al Gpm di Priabona Vivian precede Tapparello e De Marchi (Bibanese), ma il controllo è ferreo e nessuno, nonostante numerosi tentativi, riesce ad evadere sino al km 59 quando se ne vanno in tre: Brambilla (Team Aurora), Cremonese (Bata) e Vitali (Breganze). Al km 62 la carovana imbocca la Val d'Illasi ed i fuggitivi hanno 1'22" di vantaggio. Il vantaggio è salito a 1'41" in localita' Illasi (km 64). Federico Vitali è il più attivo del terzetto, mentre Cremonese è un pò in difficoltà. Inizia la salita del Roccolo (km 74) e Vitali lascia i compagni di fuga e se ne va da solo. Sul secondo Gpm di giornata (km 78) è proprio il romagnolo Vitali a scollinare in testa davanti a Cremonese staccato di 20", terzo passa Bontorin a 45" e tutto il resto del gruppo molto allungato. Al termine della discesa (km 85) Vitali viene raggiunto da Oss, Modolo e Bontorin (Zalf), Alberio e Pagani (Filmop), Marangoni (Coppi Gazzera), Cremonese, De Marchi (Bibanese). I battistrada hanno 1'16" sul resto del gruppo diviso in tre tronconi. Al km 93 il gruppo torna compatto ed è forte di 48 unità con 50" sulla seconda parte del plotone composta da altri 30 corridori. I due gruppi si ricongiungono in vista del passaggio per Piazza Brà (km 105), dove una marea di gente festeggia il ritorno all'ombra dell'Arena per la classica più antica del calendario veronese. Il gruppo è allungatissimo e subito prova l'attacco il vice campione italiano degli elitè, Fabio Negri (Team Aurora) in compagnia di Bruno Policante (Ediltecnica). Dmytr Ratushnyy (Eurobike) e Marcello Bertolo (Marchiol) escono all'inseguimento dei due battistrada ma sono subito stoppati dal gruppo. A Villafontana i due battistrada stanno per essere raggiunti, mentre in testa al gruppo c'è molta bagarre con diversi corridori che tentano di sganciarsi. Al km 131 il gruppo torna compatto, ma altri tre corridori, Oss, Negri e de Marchi provano l'allungo e, quando transitano da Salizzole, hanno 50" sul gruppo. I tre hanno il passo giusto per provare il colpo decisivo e così giungono sotto il traguardo per il primo dei tre passaggi in programma con oltre un minuto di vantaggio sul gruppo inseguitore. Dalla Libera (Bata) esce allo scoperto in vista del passaggio sotto il traguardo e si lancia all'inseguimento dei tre fuggitivi. I tre battistrada continuano di comune accordo, mentre l'inseguimento è guidato da Marchiol Eurobyke e Neri Lucchini: al km 148 il distacco è di 57". Al km 158 il gruppo si porta a 25" dai tre di testa, ma al suono della campana (km 160), sotto l'impulso di Oss, i fuggitivi tornano a guadagnare, e sono 36 i secondi che li separano dagli inseguitori. Però il gruppo rimonta e riassorbe i fuggitivi a cinque chilometri dal traguardo e nello stesso momento in testa si scatena la bagarre per le posizioni migliori. Da questo momento non evade più nessuno e si prepara lo sprint finale. Boato della folla quando nel gruppo lanciato in volata ad oltre 60 chilometri orari, spunta la sagoma del beniamino di casa, Michele Merlo; per il ragazzo nato a pochi chilometri da Bionde, la volata è tutta in rimonta, mentre i vicentini Biolo e Grendene sgomitano per guadagnare la testa. Ai 50 metri Grendene si accorge di non aver più avversari al suo fianco e decide di alzare le braccia al cielo, ma alla sua destra Merlo completa il suo sprint con un colpo di reni che mette in difficoltà anche l'occhio più esperto, ma il responso finale dice Grendene.
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