24 settembre 2006 - World Championship - Salisburgo (AUT)

Il primo attacco di giornata è ad opera di José Antonio Ramos Querales (Venezuela), ma le squadre più importanti non lasciano spazio e il sudamericano viene riassorbito all'inizio della prima salita del circuito mondiale, il Rennerberg. E' Alex Cano Ardila (Colombia) che approfitta della seconda ascensione, il Gschaiderberg, per avvantaggiarsi e Tyler Farrar (USA) si porta al suo inseguimento. Al primo passaggio l'americano ha 35" di ritardo dal battistrada, il gruppo a 1'18". Durante la seconda ascensione al Gschaiderberg c'è movimento in gruppo e si avvantaggiano prima quattro corridori, tra i quali Nicolas Roche (Irlanda), poi raggiunti da altri, fino a formare un gruppo di inseguitori così composto: Nicolas Roche (Irlanda), Matteo Tosatto e Rinaldo Nocentini (Italia), Jurgen Van Goolen (Belgio), Bram De Groot (Paesi Bassi), Daniel Andonov Petrov (Bulgaria), Luis Perez Rodriguez (Spagna), Stephan Schreck (Germania), Aliaksandr Kychinski (Belarus) e Thomas Voeckler (Francia). Lungo la discesa questo gruppetto riassorbe Farrar ed è cronometrato ad un minuto dal battistrada al termine del secondo giro. Il gruppo transita con un ritardo di 4'15". Gli inseguitori riprendono il colombiano lungo la terza ascensione al Gschaiderberg, mentre tre corridori sono segnalati tra loro e il grosso del gruppo: Robert Radosz (Polonia) e Frantisek Rabon (Repubblica ceca) a 3'05" e José Antonio Ramos Querales (Venezuela) a 4'20", ancora più indietro il resto del gruppo.
Durante il quarto giro la situazione della corsa rimane invariata, sale però il vantaggio dei battistrada che raggiunge i 13' al termine del giro (km 88). Durante il quinto giro il ritardo del gruppo tocca i 15' e a questo punto c'è la reazione; gli austriaci e i tedeschi sono i più attivi in testa al gruppo e lo svantaggio si riduce a 11' al termine del quinto giro.
Nel sesto giro sono quattro i corridori austriaci in testa al gruppo e solo la Svizzera da loro una mano. In testa il colombiano Ardila Cano perde contatto dai battistrada e al termine del sesto giro transita con un ritardo di 4'30" dai suoi ex compagni di fuga. Radosz e Rabon transitano con un ritardo di 7'50".
Nel settimo giro l'Italia rompe gli indugi e sul Gschaiderberg, Marzio Bruseghin e Filippo Pozzato provano ad evadere dal gruppo insieme a Yaroslav Popovych (Ucraina), Marcel Sieberg (Germania), Nick Nuyens (Belgio), Marlon Alirio Perez Arango (Colombia) e Mart Ojavee (Estonia). Il gruppo li riprende lungo la discesa e, dopo che Bruseghin è rimasto a guidare il gruppo allungato, la Spagna assume il controllo della corsa con cinque corridori in testa. Alla fine del settimo giro i battistrada hanno soltanto 4'40" di vantaggio.
L'ottavo giro vede ancora l'italiano Pozzato protagonista di un allungo sul Gschaiderberg, mentre il vantaggio dei battistrada cala ancora e al passaggio sul traguardo rimane loro solo 2'30" di vantaggio.
Nel corso del nono giro provano ad uscire dal gruppo Volodymyr Zagorodniy (Ucraina) e Cyril Dessel (Francia), ma il loro tentativo non ha successo. Luca Paolini (Italia) e Juan Antonio Flecha (Spagna) spaccano il gruppo nell'ascensione al Gschaiderberg e il vantaggio dei battistrada cala sotto il minuto. Lo svizzero Fabian Cancellara attacca nella discesa e si forma un gruppo di inseguitori composto da 14 unità (tra questi il belga Gilbert, gli spagnoli Sastre e Sanchez e gli italiani Pozzato e Di Luca), che riprendono i battistrada e all'inizio del decimo giro i 25 battistrada hanno 40" di vantaggio sul gruppo. La composizione completa del gruppo di testa: Nicolas Roche (Irlanda), Matteo Tosatto, Danilo Di Luca, Filippo Pozzato e Rinaldo Nocentini (Italia), Jurgen Van Goolen, Stijn Devolder e Philippe Gilbert (Belgio), Andonov Petrov (Bulgaria), Luis Perez Rodriguez, Samuel Sanchez e Carlos Sastre Candil (Spagna), Stephan Schreck (Germania), Thomas Voeckler (Francia), Aliaksandr Kychinski (Belarus), Bram De Groot (Paesi Bassi), Tyler Farrar (S.U.A.), Marcus Ljungqvist (Svezia), Fabian Cancellara (Svizzera), Stuart O'Grady (Australia), Nicki Sorensen (Danimarca), Andrey Kashechkin (Kazakhstan), Kurt-Asle Arvesen (Norvegia) Raivis Belohvosciks (Latvia), Vladimir Efimkin (Federazione Russa). Kashechkin fa l'andatura sul Gschaiderberg e i battistrada guadagnano leggermente sul gruppo: 55" sulla vetta, anche se gli spagnoli ed i belgi continuano ad inseguire. Il decimo giro è stato percorso in 29'51 (44.522 km/h), per una media generale di 41.57 km/h.
Sono gli olandesi e i belgi che chiudono sui battistrada e la fuga termina a 40 chilometri dal traguardo. Seguono parecchi attacchi senza successo, fino a che il Gschaiderberg non fa ancora la differenza, con Paolo Bettini (Italia) e Fabian Wegmann (Germania) che evadono dal gruppo quando mancano 30 chilometri al traguardo. Il gruppo al loro inseguimento è ridotto a circa 80 corridori, ma il duo di testa è ripreso e ci provano ancora due corridori: Davide Rebellin (Italia) e David Loosli (Svizzera), che hanno 10" di margine dopo la discesa. Sylvain Chavanel (Francia) si lancia al loro inseguimento, ma al penultimo passaggio il gruppo ha pochissimi secondi di ritardo. I fuggitivi vengono riassorbiti quando mancano 20 km all'arrivo e un altro terzetto formato da Sylvain Calzati (Francia), Guido Trenti (USA) ed Alexander Efimkin (Federazione Russa) ci prova, ma anche la loro azione non ha successo.
Sul Rennerberg è Alessandro Ballan (Italia) che lavora molto in testa al gruppo; si vedono in testa con generosità anche Michael Boogerd (Paesi Bassi), Stefan Schumacher (Germania) e Fabian Cancellara (Svizzera). Sul Gschaiderberg grande lavoro di Luca Paolini (Italia) con il "Grillo" Bettini che scatta nuovamente, scollina solitario (inseguito a 5" da Karsten Kroon, Michael Boogerd, Fabian Wegmann, Alexandre Vinokourov e David Millar) e si ritrova a fine discesa nella stessa situazione del suo primo tentativo, ripreso dal gruppo dei migliori.
In testa sono rimasti circa 50 corridori e ai meno sei sembra ormai inevitabile uno sprint di gruppo. I tentativi di Pozzato, Schumacher, Rebellin e Millar sono inutili e il gruppo si presenta compatto all'ultimo chilometro.
E' lo spagnolo Samuel Sanchez, all'ultima curva, a provocare il buco tirandosi dietro Valverde, Zabel e Bettini. Ma il suo capitano non ne ha, mentre chi ne ha più di tutti è Bettini che rimonta Zabel (d'argento come a Verona 2004) e va a prendersi il Mondiale dopo l'argento di Lisbona 2001 e il quarto posto di Hamilton 2003.
Articolo inviato da: Paolo Mannini (Firenze)
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