Albert Bouvet

Nato a Mellé (Francia), il 28 febbraio 1930, professionista dal 1954 al 1964, con una trentina di vittorie fra strada e pista. Ottimo passista e corridore ardimentoso, ha saputo tagliarsi una fetta di notorietà nel ciclismo francese degli anni cinquanta, pur dovendo convivere con atleti di razza quali Bobet, Anquetil e Riviere. Dotato di buone progressioni diveniva anche veloce, soprattutto per arrivi giocati a ranghi ristretti a drappelli. Ciononostante, proprio con un arrivo di gruppo, vinse la corsa che gli diede notorietà, ovvero una classica come la Parigi-Tours, che fu sua nel 1956. Per 42 anni si poté vantare in patria di esser stato l'ultimo francese a vincere quella corsa. L'incantesimo fu poi rotto da Jacky Durand nel 1998. Tra le sue vittorie su strada il Tour de l'Orne ('54), la Manica-Oceano ('54), la Boucles du Bas-Limousin ('55), due tappe del Giro di Romandia ('59), nonché una lunga serie di criterium. Notevoli i suoi piazzamenti nelle gare contro il tempo, la sua principale qualità. Di nota i posti d'onore nel Gran Premio delle Nazioni '55 e '56 e nel Gran Premio della Svizzera nel '55. Su pista ha vinto ben cinque titoli francesi nell'inseguimento ed è giunto secondo die volte ai mondiali sempre battuto dal connazionale Riviere nel 1957 e 1959. Per le sue doti sul passo, Bouvet fu inserito nell'italiana Ignis nel 1961, seguendo le ultime orme agonistiche di Luison Bobet, ed ha poi chiuso la carriera facendo il gregario di Bahamontes nella Margnat Paloma. Dopo aver appeso la bicicletta al chiodo è divenuto giornalista del "Parisien Libére" indi dell'Equipe. Successivamente, il principale giornale sportivo francese, lo inserì nello staff organizzatore del Tour e delle altre grandi prove della testata, con l'incarico di direttore tecnico. Per anni, è stato il ricercatore degli angoli più sparuti di pavè, da inserire all'interno della Parigi Roubaix.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris) ()
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