5 settembre 1976 - World Championship - Ostuni (ITA)
Nel mondiale di Ostuni in Puglia si prevede l'ennesimo duello tra italiani e belgi ma questa volta non con Gimondi e Merckx ma con due giovani rampolli, Francesco Moser e Freddy Maertens; saranno loro infatti a giocarsi in una drammatica volata a due il titolo iridato.
Il circuito è insolitamente lungo, 36 chilometri da ripersi 8 volte, con una salita tortuosa all'inizio, un insidioso falsopiano nel mezzo e una severa discesa che porta al lungo rettilineo finale. La squadra italiana, che gioca in casa, è determinatissima e può contare su Gimondi, Moser, Baronchelli, Bertoglio, Conti, Bortolotto, Fabbri, Paolini, Poggiali, Riccomi e Santambrogio.
Gli italiani sono sempre in testa, dall'inizio alla fine; nel primo giro Baronchelli, Paolini e Poggiali sgusciano ma Merckx, che si preoccupa subito, spedisce i suoi a riprenderli. Poi all'improvviso scatta l'olandese Den Hartoog che coglie il gruppo di sorpresa e s'invola racimolando un vantaggio massimo di oltre cinque minuti. Gli italiani, a questo punto, si scatenano con Moser, Conti e Bertoglio. Il fuggitivo precipita verticalmente.
Poi è la volta di Gimondi che allunga durante il quinto giro ed è lo stesso Merckx che di persona va a riprenderlo. All'ultimo giro il gruppo è compatto ma Moser, sulla rampa del Cisternino, allunga e solo Zoetemelk gli si mette alla ruota. Ma i due non collaborano molto e da dietro rinvengono anche Merckx, Gimondi, Conti, Maertens, Godefroot, Perurena e il giovane francese Hinault.
Ma Moser non si da per vinto, scatta di nuovo trascinandosi Maertens, Conti e Zoetemelk, riscatta ancora e all'ultimo chilometro si trova alla ruota soltanto Maertens. Il belga non collabora e quando Moser lancia la volata ai duecento metri, Maertens è più fresco e lo supera sotto lo striscione.
Conti arriva terzo a undici secondi battendo in volata Zoetemelk, Merckx regola il gruppetto dei big a 26 secondi. Un gran mondiale e un amaro secondo posto per Moser.
Il circuito è insolitamente lungo, 36 chilometri da ripersi 8 volte, con una salita tortuosa all'inizio, un insidioso falsopiano nel mezzo e una severa discesa che porta al lungo rettilineo finale. La squadra italiana, che gioca in casa, è determinatissima e può contare su Gimondi, Moser, Baronchelli, Bertoglio, Conti, Bortolotto, Fabbri, Paolini, Poggiali, Riccomi e Santambrogio.
Gli italiani sono sempre in testa, dall'inizio alla fine; nel primo giro Baronchelli, Paolini e Poggiali sgusciano ma Merckx, che si preoccupa subito, spedisce i suoi a riprenderli. Poi all'improvviso scatta l'olandese Den Hartoog che coglie il gruppo di sorpresa e s'invola racimolando un vantaggio massimo di oltre cinque minuti. Gli italiani, a questo punto, si scatenano con Moser, Conti e Bertoglio. Il fuggitivo precipita verticalmente.
Poi è la volta di Gimondi che allunga durante il quinto giro ed è lo stesso Merckx che di persona va a riprenderlo. All'ultimo giro il gruppo è compatto ma Moser, sulla rampa del Cisternino, allunga e solo Zoetemelk gli si mette alla ruota. Ma i due non collaborano molto e da dietro rinvengono anche Merckx, Gimondi, Conti, Maertens, Godefroot, Perurena e il giovane francese Hinault.
Ma Moser non si da per vinto, scatta di nuovo trascinandosi Maertens, Conti e Zoetemelk, riscatta ancora e all'ultimo chilometro si trova alla ruota soltanto Maertens. Il belga non collabora e quando Moser lancia la volata ai duecento metri, Maertens è più fresco e lo supera sotto lo striscione.
Conti arriva terzo a undici secondi battendo in volata Zoetemelk, Merckx regola il gruppetto dei big a 26 secondi. Un gran mondiale e un amaro secondo posto per Moser.
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