2 settembre 1962 - World Championship - Salò del Garda (ITA)
Salò e il lago di Garda ospitano il quarto mondiale italiano della storia dopo Roma, Varese e Frascati. Le tornate sono brevi, 13 chilometri da percorrere per 24 volte, ma molto ondulate. Il pubblico invade le strade fin dalle prime ore del mattino per ammirare Van Looy che però potrebbe essere messo in difficoltà da Gaul, Anquetil e Poulidor che sembrano più a loro agio su questo percorso. Gli italiani puntano su Pambianco e Balmamion ma ci sono anche Baldini, Baffi, Bailetti, Carlesi, Cribiori e Defilippis.
L'italo-lussemburghese Martinato e lo svizzero Binggeli vanno in fuga alla partenza e resistono fino a metà gara; al tredicesimo giro scatta Van Looy ma Pambianco è pronto a piombargli addosso e con lui tutto il gruppo dopo poco. Due tra i favoriti vanno fuori, Planckaert cade e si ritira, Altig si fa squalificare sorpreso ad accettare acqua da uno spettatore.
Nell'ultimo terzo di gara la fase decisiva; scatta l'irlandese Elliott, seguito da tre francesi, tra cui Jean Stablinski, un belga, un tedesco e l'azzurro Balmamion. L'accordo è buono e il vantaggio sale rapidamente ma sulla salita di Villa cedono sia Balmamion che il francese Groussard.
I fuggitivi, per lo più sconosciuti, rimangono in cinque e nelle retrovie i favoriti Gaul, Anquetil e Darrigade non se ne preoccupano intenti a marcare stretto Van Looy. L'unico che ha la forza e il coraggio di uscire è Arnaldo Pambianco che comincia un robusto inseguimento che lo porterà soltanto ad essere il migliore italiano con il quinto posto finale a due minuti dal vincitore.
Sulla rampa del Belvedere Jean Stablinski esce allo scoperto e i fuggitivi si sgranano. Per il franco-polacco è la vittoria che vale una carriera. Secondo si piazza l'irlandese Elliott e terzo il belga Hoevenaers.
L'italo-lussemburghese Martinato e lo svizzero Binggeli vanno in fuga alla partenza e resistono fino a metà gara; al tredicesimo giro scatta Van Looy ma Pambianco è pronto a piombargli addosso e con lui tutto il gruppo dopo poco. Due tra i favoriti vanno fuori, Planckaert cade e si ritira, Altig si fa squalificare sorpreso ad accettare acqua da uno spettatore.
Nell'ultimo terzo di gara la fase decisiva; scatta l'irlandese Elliott, seguito da tre francesi, tra cui Jean Stablinski, un belga, un tedesco e l'azzurro Balmamion. L'accordo è buono e il vantaggio sale rapidamente ma sulla salita di Villa cedono sia Balmamion che il francese Groussard.
I fuggitivi, per lo più sconosciuti, rimangono in cinque e nelle retrovie i favoriti Gaul, Anquetil e Darrigade non se ne preoccupano intenti a marcare stretto Van Looy. L'unico che ha la forza e il coraggio di uscire è Arnaldo Pambianco che comincia un robusto inseguimento che lo porterà soltanto ad essere il migliore italiano con il quinto posto finale a due minuti dal vincitore.
Sulla rampa del Belvedere Jean Stablinski esce allo scoperto e i fuggitivi si sgranano. Per il franco-polacco è la vittoria che vale una carriera. Secondo si piazza l'irlandese Elliott e terzo il belga Hoevenaers.
©2002-2026 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ETS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati
I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.