31 agosto 1958 - World Championship - Reims (FRA)
Il mondiale festeggia le venticinque candeline sul circuito francese di Reims. Le speranze azzurre sono tutte per Ercole Baldini, vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, schierato da Binda come unica punta. Ultima corsa iridata per il 39enne Fausto Coppi, relegato a gragario di lusso in compagnia di Defilippis, Favero, Moser, Nencini, Pambianco e Sabbadin.
Il percorso è abbastanza duro e selettivo e il favorito numero uno è il francese Louison Bobet che si annuncia in piena condizione intenzionato più che mai a ribadire il successo del 1954. E sarebbe proprio così se non fosse la giornata del venticinquenne forlivese Ercole Baldini in fuga per oltre 250 chilometri in un'impresa di altri tempi.
La gara si sviluppa su 14 giri e già al secondo scatta Louison Bobet; Nencini, allarmato per la potente azione del favorito numero uno, decide di inseguirlo portandosi dietro l'olandese Voorting e dopo pochi chilometri anche Baldini schizza fuori dal gruppo per raggiungere i tre fuggitivi.
Nessuno può immaginare che questa sia la fuga decisiva perché mancano 250 chilometri al traguardo. Il vantaggio del quartetto però aumenta giro dopo giro; al secondo passaggio è di due minuti, al quarto di quasi cinque. Questa volta nel gruppo inseguitore c'è piena intesa tra italiani e francesi con Coppi astuto a tenere basso il ritmo e a spezzare gli assalti dei belgi Van Steenbergen e Van Looy leggermente attardati. Al settimo passaggio il ritardo supera i sette minuti. Baldini è in grandissima forma e si prende il lusso anche di fermarsi per attendere Nencini che aveva forato. All'undicesimo giro il distacco diminuisce e sulla salita di Prenecy l'olandese Voorting cede di schianto. Al dodicesimo giro è la volta di Baldini che con uno stacco imperioso si libera di Bobet e di Nencini. Baldini macina gli ultimi 50 chilometri in perfetta solitudine e dopo quasi 7 ore di fuga taglia per primo il traguardo. Bobet giunge secondo dopo quasi due minuti ed è il primo a congratularsi con il nuovo campione.
Il percorso è abbastanza duro e selettivo e il favorito numero uno è il francese Louison Bobet che si annuncia in piena condizione intenzionato più che mai a ribadire il successo del 1954. E sarebbe proprio così se non fosse la giornata del venticinquenne forlivese Ercole Baldini in fuga per oltre 250 chilometri in un'impresa di altri tempi.
La gara si sviluppa su 14 giri e già al secondo scatta Louison Bobet; Nencini, allarmato per la potente azione del favorito numero uno, decide di inseguirlo portandosi dietro l'olandese Voorting e dopo pochi chilometri anche Baldini schizza fuori dal gruppo per raggiungere i tre fuggitivi.
Nessuno può immaginare che questa sia la fuga decisiva perché mancano 250 chilometri al traguardo. Il vantaggio del quartetto però aumenta giro dopo giro; al secondo passaggio è di due minuti, al quarto di quasi cinque. Questa volta nel gruppo inseguitore c'è piena intesa tra italiani e francesi con Coppi astuto a tenere basso il ritmo e a spezzare gli assalti dei belgi Van Steenbergen e Van Looy leggermente attardati. Al settimo passaggio il ritardo supera i sette minuti. Baldini è in grandissima forma e si prende il lusso anche di fermarsi per attendere Nencini che aveva forato. All'undicesimo giro il distacco diminuisce e sulla salita di Prenecy l'olandese Voorting cede di schianto. Al dodicesimo giro è la volta di Baldini che con uno stacco imperioso si libera di Bobet e di Nencini. Baldini macina gli ultimi 50 chilometri in perfetta solitudine e dopo quasi 7 ore di fuga taglia per primo il traguardo. Bobet giunge secondo dopo quasi due minuti ed è il primo a congratularsi con il nuovo campione.
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