26 agosto 1956 - World Championship - Copenaghen (DEN)
Quando il campionato del mondo viene disputato sulle piatte strade della Danimarca è normale che alla fine vinca un velocista belga. L'ultimo a Copenaghen, nel 1949, era stato Rik Van Steenbergen che sette anni dopo si ripete alla grande sulle stesse strade danesi.
Rik Van Steenbergen vince alla sua maniera, piazzando negli ultimi trecento metri il suo sprint fulminante davanti ad un giovane connazionale, Rik Van Looy, che ne raccoglierà la fama su tutti i traguardi in volata. Ma il trionfo belga è completato dal quarto posto di Ockers e dal quinto di Derijcke.
Su un percorso del genere, tutto piatto dall'inzio alla fine, gli italiani sono spiazzati. Ci sono ancora Coppi e Magni, più vicini alla quarantina che alla trentina, e con loro Nencini, Albani, Baffi, Defilippis, Fantini, Maule e Moser.
La gara non ha particolari sussulti, gli italiani restano sempre incollati a Van Steenbergen ma senza sapere bene come comportarsi. La corsa vera comincia alla fine quando scoppia la bagarre negli ultimi trenta chilometri. I belgi scattano a ripetizione per tenere alto il ritmo e impedire fughe decisive. E' proprio Van Steenbergen che allunga e crea la selezione formando un gruppetto di dieci uomini con Derijcke, Van Looy, Ockers, De Bruyne, Van Est, Dupont, Voorting, De Groote e Magni. Poi rientrano anche Bobet, Schulte e Vlaeyen ma Coppi e Nencini rimangono irrimediabilmente sorpresi. Magni si batte benissimo ma è pur sempre consapevole di non poter fare nulla contro lo strapotere dei belgi. Allo spirnt Van Looy prova da lontano ma Van Steenbergen lo annulla con quattro pedalate. La volata non è nemmeno emozionante tanto è lo strapotere del grande Van Steenbergen.
Rik Van Steenbergen vince alla sua maniera, piazzando negli ultimi trecento metri il suo sprint fulminante davanti ad un giovane connazionale, Rik Van Looy, che ne raccoglierà la fama su tutti i traguardi in volata. Ma il trionfo belga è completato dal quarto posto di Ockers e dal quinto di Derijcke.
Su un percorso del genere, tutto piatto dall'inzio alla fine, gli italiani sono spiazzati. Ci sono ancora Coppi e Magni, più vicini alla quarantina che alla trentina, e con loro Nencini, Albani, Baffi, Defilippis, Fantini, Maule e Moser.
La gara non ha particolari sussulti, gli italiani restano sempre incollati a Van Steenbergen ma senza sapere bene come comportarsi. La corsa vera comincia alla fine quando scoppia la bagarre negli ultimi trenta chilometri. I belgi scattano a ripetizione per tenere alto il ritmo e impedire fughe decisive. E' proprio Van Steenbergen che allunga e crea la selezione formando un gruppetto di dieci uomini con Derijcke, Van Looy, Ockers, De Bruyne, Van Est, Dupont, Voorting, De Groote e Magni. Poi rientrano anche Bobet, Schulte e Vlaeyen ma Coppi e Nencini rimangono irrimediabilmente sorpresi. Magni si batte benissimo ma è pur sempre consapevole di non poter fare nulla contro lo strapotere dei belgi. Allo spirnt Van Looy prova da lontano ma Van Steenbergen lo annulla con quattro pedalate. La volata non è nemmeno emozionante tanto è lo strapotere del grande Van Steenbergen.
©2002-2026 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ETS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati
I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.