24 agosto 1952 - World Championship - Luxembourg (LUX)
La diciannovesima edizione del mondiale si disputa in Lussemburgo su un circuito che si snoda nella parte meridionale del granducato per 17 chilometri da ripetere 16 volte. Manca ancora Coppi, ammalato, e manca anche Koblet. Gli azzurri sono guidati da nonno Bartali con Magni, Albani, Bevilacqua, Minardi e Petrucci. All'inizio sono gli olandesi a mettersi in evidenza con Wagtmans ma i registi della corsa sono i belgi che hanno due capitani, Van Steenbergen per le volate e Ockers per le azioni di forza. A metà gara scatta dal gruppo Bartali che pare un giovanotto, alla sua ruota si pone il lussemburghese Kirckhen e l'olandese Dekkers. Il terzetto arriva ad avere anche un minuto di vantaggio e a questo punto Ockers decide di uscire allo scoperto per riprendere i fuggitivi. In tre giri i tre sono ripresi ma è ancora Bartali che in contropiede scatta. Dopo alcuni chilometri la fuga di Bartali finisce., all'ultimo giro il plotone è ancora compatto, nessuno prova a scappare e per la prima volta un plotone di trenta corridori si presenta alla volatona finale di una gara iridata. Tutti temono Van Steenbergen che però, marcatissimo, rimane intrappolato nel gruppo; potrebbe farcela Magni che è nelle primissime posizioni. Nessuno fa caso al tedesco Hormann che sulla destra guida un connazionale minaccioso, Heinz Muller. Muller è lo sprinter designato dalla squadra tedesca e con la più classica delle sorprese finisce per tagliare primo il traguardo e aggiudicarsi il mondiale davanti allo svizzero Weilenmann e a Hormann, il connazionale che l'aveva tirato. Magni finisce ancora con la medaglia di legno, con Bartali decimo.
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