20 agosto 1950 - World Championship - Moorslede (BEL)
Come era accaduto con Binda e Guerra (vincitori di tre edizioni consecutive), Brik Schotte fa nuovamente staffetta con Rik Van Steenbergen e porta il Belgio al terzo successo consecutivo, secondo personale per il 31enne campione fiammingo.
Mancando Coppi, fermo a letto per la rottura del bacino, Alfredo Binda affida la squadra al trentaseienne Gino Bartali e a cinque validi gregari (Bevilacqua, Conte, Leone, Martini e Salimbeni).
Il tempo è brutto ma non riesce a rovinare la festa al ciclismo fiammingo; il francese Rolland e lo svizzero Schaer sono i primi a scatenare la bagarre arrivando a totalizzare un vantaggio di quasi 5 minuti sul gruppo. In salita Rolland pianta Schaer ma dietro Schotte, l'idolo di casa, si fa minaccioso.
A metà gara, la sua uscita provoca la reazione del gruppo che riprende i due fuggitivi; si forma così un plotone di 17 corridori con tutti i migliori ad eccezione di Koblet. Sei belgi, tre francesi, due italiani (Bartali e Leoni), quattro olandesi, uno svizzero e un lussemburghese si giocano il titolo.
Sui vari saliscendi Ockers, Olivier, Bobet, Kubler e Idee guadagnano mezzo minuto e Schotte si unisce a loro poco dopo; gli azzurri e il favorito Van Steenbergren sono colti da stanchezza e non riescono più a riprendersi. Schotte, tira alla morte il gruppo e sotto un autentico tripudio di folla stacca i compagni presentandosi solo al traguardo. Alle sue spalle si ricompone un gruppetto e sull'ultima rampa Middelkamp, mondiale nel 1947 a Reims, si stacca andando a cogliere il posto d'onore. Terzo lo svizzero Ferdi Kubler che ripete il podio dell'anno prima, seppure scendendo di un gradino. Nessun italiano taglia il traguardo.
Mancando Coppi, fermo a letto per la rottura del bacino, Alfredo Binda affida la squadra al trentaseienne Gino Bartali e a cinque validi gregari (Bevilacqua, Conte, Leone, Martini e Salimbeni).
Il tempo è brutto ma non riesce a rovinare la festa al ciclismo fiammingo; il francese Rolland e lo svizzero Schaer sono i primi a scatenare la bagarre arrivando a totalizzare un vantaggio di quasi 5 minuti sul gruppo. In salita Rolland pianta Schaer ma dietro Schotte, l'idolo di casa, si fa minaccioso.
A metà gara, la sua uscita provoca la reazione del gruppo che riprende i due fuggitivi; si forma così un plotone di 17 corridori con tutti i migliori ad eccezione di Koblet. Sei belgi, tre francesi, due italiani (Bartali e Leoni), quattro olandesi, uno svizzero e un lussemburghese si giocano il titolo.
Sui vari saliscendi Ockers, Olivier, Bobet, Kubler e Idee guadagnano mezzo minuto e Schotte si unisce a loro poco dopo; gli azzurri e il favorito Van Steenbergren sono colti da stanchezza e non riescono più a riprendersi. Schotte, tira alla morte il gruppo e sotto un autentico tripudio di folla stacca i compagni presentandosi solo al traguardo. Alle sue spalle si ricompone un gruppetto e sull'ultima rampa Middelkamp, mondiale nel 1947 a Reims, si stacca andando a cogliere il posto d'onore. Terzo lo svizzero Ferdi Kubler che ripete il podio dell'anno prima, seppure scendendo di un gradino. Nessun italiano taglia il traguardo.
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