27 marzo 1977 - Giro della Provincia di Reggio Calabria
Alle 9.25 prendono il via 105 concorrenti; avvio velocissimo e conseguente scossone nel gruppo fino al passaggio da Lazzaro dove Paolini si aggiudica il primo traguardo a premio della corsa. Poi, pur continuando a procedere con andatura sostenuta, il gruppo resta compatto fino all'attraversamento di Palizzi Marina. Qui escono dal grosso Vannucchi, Vercelli e Francioni della Magniflex, Bonini e Cardelli del G.S. Mocassini, Salutini della Vibor, Riccomi e Conati della Scic, Sorlini della Sanson, Parsani della Bianchi e Parecchini della Brooklyn.
Poco prima di Brancaleone, al km 57, altri corridori si aggiungono ai battistrada e tra questi, Paleari (G.S. Mocassini) e Quintarelli della Selle Royal. A Bianco (km 78,100) Vannucchi guida il plotoncino dei primi e si aggiudica il premio di traguardo, con un vantaggio di 2'20" sul gruppo, che al passaggio da Bovalino (km 85,700) ha perso ancora terreno ed ha un ritardo di 3'.
Subito dopo il rifornimento di Ardore il gruppo reagisce. Intanto inizia la salita che da Locri conduce all'altopiano dello Zomaro. In testa rimangono in cinque: Parsani, Vercelli, Vannucchi, Conati e Salutini. Dopo essere rimasto staccato, Francioni rinviene sui battistrada e transita per primo in vetta seguito nell'ordine da Conati, Salutini, Vercelli, Parsani e Riccomi. A 10" passa Di Federico.
Sulla difficile discesa per Cittanova, fora Vannucchi e poco dopo alle porte di questa località è Salutini a rimanere appiedato. Al km 142 sono ancora cinque i battistrada: Santoni, Caverzasi, Di Federico, Beccia e Marchetti. Essi hanno un vantaggio di 1'20" sugli immediati inseguitori, il gruppo è a 1'50". Nell'attraversamento di Molochio il vantaggio del quintetto sugli immediati inseguitori si è ridotto ad 1' mentre il gruppo ha perso terreno e transita con un distacco di 2'50". Sulla salita per Oppido i primi cominciano a sentire il fiato degli inseguitori e nell'attraversamento dell'abitato il loro vantaggio è sceso a 50".
Si avvicina l'ultima asperità della corsa, il S.Elia, e da Gioia Tauro passa un folto gruppo compatto con i migliori nelle prime posizioni.
Sulle rampe del S.Elia si scatena la battaglia; in particolare si distinguono Francioni, Battaglin e Saronni, ma nella discesa per Bagnara il gruppo si ricompone e conta una quarantina di unità.
Negli ultimi 30 km si susseguono i tentativi di fuga; ci provano prima Riccomi, poi Lualdi e, quindi Panizza. Ad un tratto esce di scatto dal gruppo Tino Conti, ma viene agganciato da un terzetto composto da Panizza, Lualdi e Battaglin ai quali si aggiungono con prontezza Gavazzi e Ceruti.
Quando il gruppo è ormai alle porte di Reggio, ritorna la calma nel gruppo compatto. A 2 km dal traguardo un nuovo rabbioso scatto di Tino Conti sorprende tutti e il battistrada si presenta all'ultimo chilometro con 200 metri di vantaggio.
Sul Lungomare le squadre dei velocisti spingono a tutta per riacciuffarlo, ma l'alfiere della Zonca-Santini resiste bene e vince nettamente precendo di 6" il gruppo regolato allo sprint da Pierino Gavazzi.
Poco prima di Brancaleone, al km 57, altri corridori si aggiungono ai battistrada e tra questi, Paleari (G.S. Mocassini) e Quintarelli della Selle Royal. A Bianco (km 78,100) Vannucchi guida il plotoncino dei primi e si aggiudica il premio di traguardo, con un vantaggio di 2'20" sul gruppo, che al passaggio da Bovalino (km 85,700) ha perso ancora terreno ed ha un ritardo di 3'.
Subito dopo il rifornimento di Ardore il gruppo reagisce. Intanto inizia la salita che da Locri conduce all'altopiano dello Zomaro. In testa rimangono in cinque: Parsani, Vercelli, Vannucchi, Conati e Salutini. Dopo essere rimasto staccato, Francioni rinviene sui battistrada e transita per primo in vetta seguito nell'ordine da Conati, Salutini, Vercelli, Parsani e Riccomi. A 10" passa Di Federico.
Sulla difficile discesa per Cittanova, fora Vannucchi e poco dopo alle porte di questa località è Salutini a rimanere appiedato. Al km 142 sono ancora cinque i battistrada: Santoni, Caverzasi, Di Federico, Beccia e Marchetti. Essi hanno un vantaggio di 1'20" sugli immediati inseguitori, il gruppo è a 1'50". Nell'attraversamento di Molochio il vantaggio del quintetto sugli immediati inseguitori si è ridotto ad 1' mentre il gruppo ha perso terreno e transita con un distacco di 2'50". Sulla salita per Oppido i primi cominciano a sentire il fiato degli inseguitori e nell'attraversamento dell'abitato il loro vantaggio è sceso a 50".
Si avvicina l'ultima asperità della corsa, il S.Elia, e da Gioia Tauro passa un folto gruppo compatto con i migliori nelle prime posizioni.
Sulle rampe del S.Elia si scatena la battaglia; in particolare si distinguono Francioni, Battaglin e Saronni, ma nella discesa per Bagnara il gruppo si ricompone e conta una quarantina di unità.
Negli ultimi 30 km si susseguono i tentativi di fuga; ci provano prima Riccomi, poi Lualdi e, quindi Panizza. Ad un tratto esce di scatto dal gruppo Tino Conti, ma viene agganciato da un terzetto composto da Panizza, Lualdi e Battaglin ai quali si aggiungono con prontezza Gavazzi e Ceruti.
Quando il gruppo è ormai alle porte di Reggio, ritorna la calma nel gruppo compatto. A 2 km dal traguardo un nuovo rabbioso scatto di Tino Conti sorprende tutti e il battistrada si presenta all'ultimo chilometro con 200 metri di vantaggio.
Sul Lungomare le squadre dei velocisti spingono a tutta per riacciuffarlo, ma l'alfiere della Zonca-Santini resiste bene e vince nettamente precendo di 6" il gruppo regolato allo sprint da Pierino Gavazzi.
©2002-2026 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ETS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati
I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.