28 marzo 1976 - Giro della Provincia di Reggio Calabria

Alle 9 in punto, starter il Presidente Rodoni, partenza da Ponte S.Pietro per 93 corridori. Già a Pellaro Crepaldi e Gatta cominciano a movimentare la corsa. Gatta vince il premio di traguardo e sullo slancio i due acquistano un certo vantaggio. Poi Cribiori, direttore della Brooklyn, dice a Crepaldi di non insistere ed il gruppo ritorna compatto.
La calma dura fino al 27° chilometro, quando scattano Pizzini (GBC) e Caiumi (Zonca). I due passano da Melito (km 32) con 15" di vantaggio, che aumenta a 1'15" al traguardo di Condofuri Marina (km 40) vinto da Caiumi e diventa di 2'20" a Bova Marina (km 44). I due fuggitivi pedalano di buona lena ed aumenta ancora il loro vantaggio sul gruppo; a Palizzi Marina è di 3'30". Malgrado il forte vento contrario al senso di marcia i due insistono nella fuga. A Brancaleone (km 63) il locale premio è vinto da Pizzini con un vantaggio sul gruppo di 3'45". Al passaggio da Bovalino (km 85,7) il gruppo guidato da Gimondi e Moser ha un ritardo di 9'10", ritardo che raggiunge la punta massima di 10'45" in località Gerace-Borgo quando sono già stati percorsi 10 km della strada che dalla statale Jonica conduce ai Piani di Zomaro.
Sulla lunga salita i primi a cedere sono Tartoni, Tinchella e Vannucchi della Magniflex e Foresti della Bianchi. Il gruppo è guidato da Santambrogio e Crepaldi. Tenta di evadere Remo Rocchia che guadagna una cinquantina di metri, ma poi viene riassorbito dal grosso. Stessa sorte per Conati della Scic.
Intanti Pizzini e Caiumi proseguono nella loro sgroppata ed è il secondo a vincere sullo Zomaro. Il fedelissimo di Bitossi però non ha fortuna nella discesa che porta a Cittanova, perchè fora perdendo momentaneamente contatto da Pizzini. Poi si impegna nell'inseguimento ed in vista di Taurianova si affianca nuovamente al compagno di fuga.
A Polistena i due battistrada hanno ancora un vantaggio di 5'05" su un folto plotone. Nell'abitato di Cinquefrondi si risveglia il gruppo che comincia a preoccuparsi del distacco accumulato. Infatti i due di testa cominciano a perdere terreno ed al passaggio da Maropati (km 153) il loro vantaggio è sceso a 4'10".
Fora Moser ma cambia ruota a tempo di record e rientra velocissimo nel gruppo che a Rosarno, dopo 150 km di fuga, pone fine al tentativo di Pizzini e Caiumi che vengono raggiunti.
Si può dire che la vera corsa comincia adesso con gli uomini della Scic decisi a dare battaglia. Tra Rosarno e Gioia Tauro il plotone si allunga: rimangono staccati vari corridori, tra i quali Knudsen, Quintarelli e Bergamo. Tenta un allungo Antonini, ma senza fortuna.
A Gioia Tauro Fabbri si aggiudica il premio di traguardo e sullo slancio affronta la salita verso Palmi. Poi si portano in testa Bertoglio, Crepaldi e Panizza.
Si accende la lotta e si susseguono gli scatti. Sono Paolini, Osler e Cialdini i primi che tentano di andarsene, ma la fortuna non li assiste. E' poi il turno di Biddle Bruce, Crepaldi e Baronchelli. Quest'ultimo scatta nuovamente e si avvantaggia di un centinaio di metri. Il pericolo è serio e quindi Moser, Poggiali e Ritter si assumono il compito di condurre il gruppo all'inseguimento che viene coronato all'inizio della impegnativa salita del S.Elia.
Dopo un tentativo di Vandi della Magniflex che si esaurisce in breve, si fa luce Perletto, ma anche il vincitore della scorsa edizione non ha miglior fortuna poichè viene inseguito e raggiunto da Panizza. A 2 km dalla vetta Panizza e Perletto hanno 18" di vantaggio. Il gruppo però rinviene fortissimo ed in cima al colle passano nell'ordine Bertoglio, Biddle e Baronchelli. E' nuovamente compito di Moser quello di trascinare il gruppo stesso all'inseguimento, raggiungendo l'obbiettivo al passaggio da Scilla.
Proprio in questa località Gimondi è svelto a sventare un altro tentativo di un uomo Scic, andando a riprendere Riccomi. Ma gli uomini di Chiappano non danno tregua e tentano a ripetizione la fuga; anche Caverzasi ci prova ma poi desiste.
A Villa S.Giovanni il premio di traguardo è vinto da Battaglin, che procede deciso trascinandosi Ritter, Fabbri, Clively, Bitossi, Biddle e Paolini. I sette battistrada trovano l'accordo e la fuga prende quota. I fuggitivi sono ormai irraggiungibili e si giocano la vittoria sul Lungomare di Reggio. Ai mille metri scatta per primo Biddle, ma il neozelandese è subito ripreso e staccato dall'australiano Clively e poi da Bitossi sulla cui ruota è prontissimo a piazzarsi Paolini, che riesce a superarlo nettamente sulla linea del traguardo.
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