23 marzo 1975 - Giro della Provincia di Reggio Calabria
Alle nove, 72 concorrenti prendono il via. Sin dall'inizio l'andatura è abbastanza sostenuta e nonostante l'alta velocità tentano di andarsene, subito dopo Pellaro, Bazzan, Parsani, Branchi, Conti e Lanzafame. L'attentissimo Osler si assume subito il compito di ricondurre il gruppo sul quintetto e vi riesce in breve tempo.
Intanto cade una leggera pioggia e al passaggio da Melito Porto Salvo evade dal gruppo un quintetto formato da De Faveri, Giuliani, Zanoni, Branchi e Parsani. L'iniziativa dei cinque appare subito di una certa importanza ed infatti si sviluppa positivamente tanto che dopo 67 km di corsa i battistrada hanno un vantaggio di 6 minuti.
L'andatura è sempre veloce ed i corridori di testa, tra i quali si distinguono Parsani e Giuliani, fanno razzia dei numerosi traguardi a premio. A Locri ha termine il percorso pianeggiante e si affronta la prima asperita, i Piani di Zomaro. Poco dopo l'inizio dei primi tornanti, il vantaggio dei battistrada è leggermente diminuito. Cade ancora una leggera pioggia e comincia anche una fastidiosa nebbia. A metà dell'erta cade De Faveri e sullo Zomaro il Gran Premio della montagna è vinto da Giuliani seguito da Parsani, Zanoni e Branchi; ad un minuto transita De Faveri, mentre il gruppo ha poco più di 5 minuti di ritardo.
Si scende, ora, su Cittanova con il quartetto dei fuggitivi che guida la corsa in perfetto accordo. Ma a Taurianova un passaggio a livello chiuso delle ferrovie Calabro-Lucane blocca la fuga dei battistrada. Cessato l'impedimento, anche se essi ripartono 5 minuti prima degli altri, la loro azione perde mordente e già sulla salita che conduce ad Oppido il loro vantaggio è sceso a 2 minuti.
Subito dopo Melicuccà i fuggiviti sono raggiunti e la loro fuga ha termine dopo ben 164 chilometri. Il gruppo affronta compatto l'ultima asperita della corsa: la salita del S.Elia. All'inizio uno scatto di Baronchelli non ha successo, è quindi la volta di Panizza, Perletto e Conti. Al terzetto che ha guadagnato una quindicina di secondi si aggiunge Zilioli che è riuscito a lasciare il gruppo. I quattro transitano in vetta con Panizza in testa.
Poco dopo, sulla discesa fora Zilioli: Perletto si ferma e gli offre la sua ruota, ma il torinese si rifiuta e lo invita a proseguire. Al termine della discesa per Bagnara si ricompone il gruppo che a Scilla è forte di 42 corridori.
Al passaggio da Catona, quando mancano 8 km al traguardo di Reggio, Perletto scatta improvvisamente e, sorprendendo tutti, conquista un vantaggio di un centinaio di metri.
Dietro si controllano e non riescono ad annullare il vantaggio del portacolori della Magniflex e Giuseppe Perletto, applauditissimo, si presenta solo sul Lungomare di Reggio precedendo sul traguardo di 6 secondi il gruppo regolato in volata da Moser.
Intanto cade una leggera pioggia e al passaggio da Melito Porto Salvo evade dal gruppo un quintetto formato da De Faveri, Giuliani, Zanoni, Branchi e Parsani. L'iniziativa dei cinque appare subito di una certa importanza ed infatti si sviluppa positivamente tanto che dopo 67 km di corsa i battistrada hanno un vantaggio di 6 minuti.
L'andatura è sempre veloce ed i corridori di testa, tra i quali si distinguono Parsani e Giuliani, fanno razzia dei numerosi traguardi a premio. A Locri ha termine il percorso pianeggiante e si affronta la prima asperita, i Piani di Zomaro. Poco dopo l'inizio dei primi tornanti, il vantaggio dei battistrada è leggermente diminuito. Cade ancora una leggera pioggia e comincia anche una fastidiosa nebbia. A metà dell'erta cade De Faveri e sullo Zomaro il Gran Premio della montagna è vinto da Giuliani seguito da Parsani, Zanoni e Branchi; ad un minuto transita De Faveri, mentre il gruppo ha poco più di 5 minuti di ritardo.
Si scende, ora, su Cittanova con il quartetto dei fuggitivi che guida la corsa in perfetto accordo. Ma a Taurianova un passaggio a livello chiuso delle ferrovie Calabro-Lucane blocca la fuga dei battistrada. Cessato l'impedimento, anche se essi ripartono 5 minuti prima degli altri, la loro azione perde mordente e già sulla salita che conduce ad Oppido il loro vantaggio è sceso a 2 minuti.
Subito dopo Melicuccà i fuggiviti sono raggiunti e la loro fuga ha termine dopo ben 164 chilometri. Il gruppo affronta compatto l'ultima asperita della corsa: la salita del S.Elia. All'inizio uno scatto di Baronchelli non ha successo, è quindi la volta di Panizza, Perletto e Conti. Al terzetto che ha guadagnato una quindicina di secondi si aggiunge Zilioli che è riuscito a lasciare il gruppo. I quattro transitano in vetta con Panizza in testa.
Poco dopo, sulla discesa fora Zilioli: Perletto si ferma e gli offre la sua ruota, ma il torinese si rifiuta e lo invita a proseguire. Al termine della discesa per Bagnara si ricompone il gruppo che a Scilla è forte di 42 corridori.
Al passaggio da Catona, quando mancano 8 km al traguardo di Reggio, Perletto scatta improvvisamente e, sorprendendo tutti, conquista un vantaggio di un centinaio di metri.
Dietro si controllano e non riescono ad annullare il vantaggio del portacolori della Magniflex e Giuseppe Perletto, applauditissimo, si presenta solo sul Lungomare di Reggio precedendo sul traguardo di 6 secondi il gruppo regolato in volata da Moser.
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