22 marzo 1970 - Giro della Provincia di Reggio Calabria

Dopo gli abituali applausi a tutti i partecipanti, la partenza viene data in perfetto orario. Nella parte iniziale l'andatura è buona, ma soltanto a Brancaleone la corsa è movimentata per una impennata di Nicoletti che vince il traguardo a premio e scuote, anche se per poco, il plotone.
E' il duo Beghetto-Della Torre che fa registrare la prima azione degna di rilievo. I due partono di scatto e transitano da Gioiosa con 1'10" sul gruppo mantenendo questo vantaggio fino alle prime rampe di Mammola, poi il gruppo si rende conto che i due possono costituire un pericolo e parte alla rincorsa. Sulla Limina, infatti passa per primo Gosta Petterson che precede di 5" Boifava, Maggioni, Houbrechts e Pecchielan e poi man mano gli altri.
Il gruppo scende con relativa tranquillità verso Cinquefrondi e nel frattempo giunge notizia di un improvviso blocco stradale messo in atto da alcuni braccianti agricoli, i quali per porre in evidenza la loro protesta, cercano di fermare il Giro tra Rosarno e Gioia Tauro. Il Direttore di corsa Giuseppe Lammendola, di intesa con la Polizia Stradale, aggira l'ostacolo decidendo di deviare la corsa sulla Salerno-Reggio Calabria per il tratto che va da Rosarno a Bagnara. L'autostrada si sviluppa in salita, ma con pendenze lievi che non hanno niente a che vedere con quelle del S.Elia che con questa deviazione viene eliminato dal percorso.
Intanto il gruppo si dirige verso Laureana, in leggera salita, e Sercu prova lo scatto, seguito subito da Paolini, Bitossi, Panizza e Chiappano che a Rosarno fanno il loro ingresso sull'autostrada, con un minuto di vantaggio sul gruppo che rinviene fortissimo. La corsa diventa vivace e la eliminazione del S.Elia mette le ali ai velocisti che trascinano il gruppo verso il traguardo.
Sul Lungomare, come sempre gremito di folla, si presentano più di 30 corridori e dopo un'incertezza iniziale, il primo a prendere il comando è Godefroot il quale, attaccato invano da Sercu, vince nettamente.
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