22 giugno 1969 - Giro della Provincia di Reggio Calabria

La 30° edizione del Giro è valida come prova unica del Campionato Italiano professionisti. Un avvio veloce caratterizza l'inizio della corsa: si fila a quasi 46 di media. Malgrado l'andatura sostenuta, non mancano vari tentativi per avvantaggiarsi. Prova per primo Brunetti, poi Gattofoni e Jotti, ma tutti senza esito.
Il primo serio impegno è, però, quello di Stefanini che riesce ad andarsene poco prima di Bovalino e transita da Locri con 1'35" sul gruppo.
Nell'abitato di Gioiosa Jonica il suo vantaggio è salito a 3'25" e scala in solitaria le rampe che portano alla Limina e passa in vetta precedendo di 1'39" la testa del gruppo incolonnato in fila indiana. Sui 14 km di discesa che conducono a Cinquefrondi il gruppo degli inseguitori raggiunge il fuggitivo che ha guidato la corsa per 54 km. Ritorna così la calma che però dura poco.
Infatti nei pressi di Polistena prende il largo il giovane Gattofoni al quale prontamente si uniscono Chiappano, Sgarbozza, Primavera e Boifava, ma il tentativo è annullato.
Successivamente vanno via Campagnari, Salina, Lievore, Bergamo e Paolini, che in cima alla salita di Molochio hanno un vantaggio di 1' sul gruppo condotto da Boifava, con Adorni ed i suoi compagni nelle prime posizioni. Il quintetto viene ben presto raggiunto e tutti i concorrenti sono nuovamente insieme. Si inizia la scalata del S.Elia. Sulle rampe le ostilità sono aperte da Chiappano, ma il suo tentativo è sollecitamente neutralizzato da Gimondi; poi è Primo Mori a sferrare il suo attacco. Sull'allungo di Mori, prende il via lesto e deciso Adorni che, sorprendendo tutti, in breve tempo raggiunge il fuggitivo, lo sorpassa e con una impressionante progressione, acquista subito un concreto vantaggio.
Sembra che il campione del mondo si involi da solo verso il traguardo, quando si intravede alle sue spalle l'inconfondibile sagoma di Vito Taccone. L'abruzzese con uno scatto rabbioso riesce a riportarsi sul capitano della Scic. I due scendono veloci su Bagnara e Adorni segue le spericolate acrobazie del suo compagno di fuga che, però, sbanda per la forte velocità, cadendo malamente.
Il portacolori della Germanvox si rialza subito, se pur dolorante, e, sfoggiando le sue migliori doti, con encomiabile impegno, si riporta su Adorni.
I due proseguono appaiati ed il loro vantaggio sul gruppo aumenta gradatamente, segnando alle porte di Reggio 3'. Sul Lungomare, gremito fino all'incredibile da una folla entusiasta, Vittorio Adorni conclude vittoriosamente superando un generoso Vito Taccone.
Adorni alla maglia di Campione del Mondo può ora ben meritatamente unire quella tricolore di Campione d'Italia.
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