2 aprile 1961 - Giro della Provincia di Reggio Calabria

Il primo scatto, dopo un avvio veloce, è di Bruni che, malgrado l'andatura sostenuta, compie un allungo e prende una cinquantina di metri, ma il tentativo è neutralizzato subito da Catalano e Silviotti prima e poi da Sarazini, Minieri, Brugolo, Menini, Mercatelli e Bariviera. Questi nove uomini acquistano un certo vantaggio e transitano da Pellaro (km 11) con 20" sul gruppo, che, però, fiuta il pericolo e si scuote lanciandosi all'inseguimento dei battistrada che non insistono e si fanno riassorbire.
Dopo i tentativi di Bova e Palizzi, sempre rapidamente annullati, il gruppo transita compatto da Melito (km 50). Dopo escono Magni, Gaggioli e Sartori e marciano in testa con 100 metri di vantaggio fino all'ingresso di Brancaleone (km 63) dove vengono ripresi. Poco dopo lo stesso Gaggioli, Simonetti e Massignan danno vita ad un altro tentativo ed a Ferruzzano (km 70) passano con un minuto di vantaggio. I tre insistono e dal gruppo escono al loro inseguimento Assirelli, Brugolo, Bartolozzi, Spinello, Minieri, Tezza, Battistini e Sartori. Questi otto corridori hanno un distacco a Bianco (km 77) di 1'05", mentre il grosso è a 1'15". L'inseguimento ha successo ed a Locri (km 100) sono in testa 11 corridori.
Dopo quattro chilometri, a Siderno, avviene il ricongiungimento generale. Al passaggio da Gioiosa Jonica termina la parte di percorso pianeggiante e si gira a sinistra per puntare sui tornanti che conducono al temuto Passo della Limina.
Lungo la salita in testa al gruppo si notano Battistini, Trapè, Carlesi, Balmamion e Favero, ma non avviene nulla di particolare e Bui passa primo sotto lo striscione del Gran Premio della Montagna seguito da Balmamion e Battistini.
Tranquilla la discesa su Cinquefrondi, tanto che non hanno conseguenze le forature di Manzoni, Bruni, Favero e Dante e, poco dopo, Bariviera può cambiare senza problemi la bicicletta.
A Rosarno attacca deciso Tonucci e guadagna subito 30" di vantaggio che a Melicuccà (km 186) è salito a 2 minuti.
Si scatena la caccia al battistrada e all'inseguimento si pongono Assirelli, Marcaletti e Gaggioli. Questi tre precedono di poco un plotoncino comprendente Boni, Bartolozzi, Grioni e Magni; poi con leggero distacco Cangiani, Benedetti, Favero, Massignan, Battistini, Baffi, Ciampi, Cestari e Balmamion.
A Polistena il distacco degli immediati inseguitori è di 1'40", mentre il resto del gruppo è a 2'. Dopo Polistena Tonucci rallenta la sua azione e si fa raggiungere, così a Taurianova comanda la corsa un gruppetto comprendente Baffi, Favero, Massignan, Tonucci, Magni, Benedetti, Assirelli, Ciampi, Bartolozzi, Grioni e Balmamion.
Si giunge a Palmi dove inizia la salita del S.Elia; malgrado i tentativi di Trapè, Massignan, Favero e Coletto, non accade niente di importante. Poi all'improvviso parte Battistini sul quale si portano con prontezza Massignan, Favero, Carlesi, Trapè, Cestari e Conti. I battistrada scendono verso Bagnara con alle calcagna il gruppo guidato da Azzini. A Bagnara la fuga viene annullata e la corsa vive un momento di tranquillità fino a Scilla. Qui, in un tratto di discesa, Battistini tenta il colpaccio e si produce in un allungo; ma non sfugge però a Bui e Conti che trascinano all'inseguimento Coletto, Mealli, Bruni, Azzini e lo riprendono.
Questi otto corridori si presentano sul Lungomare per disputare la volata. Scatta per primo Mealli con Battistini alla ruota, ma i tre della Ignis (Conti, Coletto e Bruni) preparano l'affondo finale e malgrado l'ennesimo tentativo di Favero, Coletto conduce alla sua ruota Bruni che ha così la possibilità di scattare e di precedere sulla linea bianca Favero e il compagno Conti.
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