29 marzo 1959 - Giro della Provincia di Reggio Calabria
Alle 8.40, con dieci minuti di ritardo sull'orario previsto, viene dato il via ai 59 corridori che iniziano ad andatura quasi turistica. Il cielo è pressappoco sereno e la temperatura davvero primaverile. Il primo breve strappo di salita invita Pellicciari, Verucchi, Azzini, Gianneschi e Dante ad alzare la media, ma il gruppo non si fa sorprendere e dopo una decina di km raggiunge il quintetto.
Dopo Melito (km 34) Favero e Tezzo escono dal gruppo e si uniscono a Grioni, ma solo per 2 o 3 km, perché si lasciano subito riassorbire, come poco dopo più oltre fa anche Grioni.
Poco dopo Cattaneo sembra più tenace nel suo tentativo ma a 3 km da Bova (km 44,5) preferisce rientrare nei ranghi del gruppo. Nell'attraversamento di Brancaleone (km 64) un altro corridore della San Pellegrino, Vanzella, si mette in fuga. Subito la Carpano fa partire all'inseguimento Brandolini. Il gruppo lascia fare e nel giro di 5 km il distacco sale a 1'30". Il gruppo continua a non interessarsi dell'iniziativa dei due che già a Bianco hanno 3' di vantaggio, che al rifornimento di Siderno (km 108) sale a 5'15".
Sulla salita della Limina il gruppo sale compatto, guidato dal sempre attivo Bartolozzi con alla ruota Ronchini. I fuggitivi pedalano di conserva sino a 5 chilometri dalla vetta, poi scatta Brandolin avvantaggiandosi rapidamente e passa sotto lo striscione del Gran Premio della Montagna con 2'25" su Vanzella e 4'05" sul grosso con alla testa Bui, Conterno, Monti, Scudellaro e Bartolozzi.
Nella lunga discesa per Cinquefrondi (oltre 14 km), Vanzella con una impennata si riporta sul fuggitivo, mentre il gruppo, che rinviene fortissimo, ha ridotto sensibilmente il distacco che al termine della discesa è di 35".
Su un lungo vallone che immette a Rosarno (km 176), dove è posto il secondo rifornimento, il tentativo di Vanzella e Brandolin ha termine ed il plotone è nuovamente compatto. La tregua dura, però, soltanto due chilometri, poi, approfittando della confusione del rifornimento, fuggono in quattro: Pambianco, Bui, Zamboni e Kazianka, i quali si avvantaggiano di circa un minuto su Zancanaro, Tezza e Martini, usciti a Taurianova (km 197,5) dal gruppo. Ad Amato, dopo oltre 200 km di corsa, i tre inseguitori raggiungono il gruppetto di testa che è ora così composto da sette corridori. Il grosso tra cui Monti, Conterno, Benedetti e Ronchini, ha un ritardo di due minuti, mentre Favero, in leggera difficoltà, è indietro di oltre tre minuti.
Sulla prima rampa della salita di Sant'Elia (km 220) Kazianka è il primo a perdere contatta col gruppo di testa seguito poco dopo da Martin, Bui e Tezza. Guidano la corsa così in tre: Pambianco, Zamboni e Zancanaro. A Palmi (poco oltre il km 221), dove aumenta la pendenza, Pambianco e Zamboni si liberano anche di Zancanaro.
A metà dell'ascesa Pambianco forza l'andatura e transita solo in vetta con 12" sul compagno di fuga, 1'40" su Zancanaro e Martini e 1'51" sul gruppo.
Al termine della discesa per Bagnara Zamboni riprende Pambianco. I due sono ancora insieme per circa 10 chilometri poi a Scilla Pambianco se ne va di nuovo. Pigia forte sui pedali il battistrada con la speranza di una vittoria che sembra alla portata, ma all'inizio dell'abitato di Reggio, quando mancano circa 10 km all'arrivo, viene ripreso dal gruppo. Piscaglia, Cainero, Ronchini e Brandolini provano ancora alcuni scatti ma senza alcun effetto e sul Lungomare si presenta così, per la volata finale, un folto gruppo di 24 corridori.
Benedetti cerca di piazzare il suo scatto ma rimane danneggiato da Scudellaro che tentava di farsi largo. Ne approfitta così Bartolozzi che si porta in testa e conserva il primo posto nonostante il ritorno di Benedetti che a sua volta precede Conterno.
Dopo Melito (km 34) Favero e Tezzo escono dal gruppo e si uniscono a Grioni, ma solo per 2 o 3 km, perché si lasciano subito riassorbire, come poco dopo più oltre fa anche Grioni.
Poco dopo Cattaneo sembra più tenace nel suo tentativo ma a 3 km da Bova (km 44,5) preferisce rientrare nei ranghi del gruppo. Nell'attraversamento di Brancaleone (km 64) un altro corridore della San Pellegrino, Vanzella, si mette in fuga. Subito la Carpano fa partire all'inseguimento Brandolini. Il gruppo lascia fare e nel giro di 5 km il distacco sale a 1'30". Il gruppo continua a non interessarsi dell'iniziativa dei due che già a Bianco hanno 3' di vantaggio, che al rifornimento di Siderno (km 108) sale a 5'15".
Sulla salita della Limina il gruppo sale compatto, guidato dal sempre attivo Bartolozzi con alla ruota Ronchini. I fuggitivi pedalano di conserva sino a 5 chilometri dalla vetta, poi scatta Brandolin avvantaggiandosi rapidamente e passa sotto lo striscione del Gran Premio della Montagna con 2'25" su Vanzella e 4'05" sul grosso con alla testa Bui, Conterno, Monti, Scudellaro e Bartolozzi.
Nella lunga discesa per Cinquefrondi (oltre 14 km), Vanzella con una impennata si riporta sul fuggitivo, mentre il gruppo, che rinviene fortissimo, ha ridotto sensibilmente il distacco che al termine della discesa è di 35".
Su un lungo vallone che immette a Rosarno (km 176), dove è posto il secondo rifornimento, il tentativo di Vanzella e Brandolin ha termine ed il plotone è nuovamente compatto. La tregua dura, però, soltanto due chilometri, poi, approfittando della confusione del rifornimento, fuggono in quattro: Pambianco, Bui, Zamboni e Kazianka, i quali si avvantaggiano di circa un minuto su Zancanaro, Tezza e Martini, usciti a Taurianova (km 197,5) dal gruppo. Ad Amato, dopo oltre 200 km di corsa, i tre inseguitori raggiungono il gruppetto di testa che è ora così composto da sette corridori. Il grosso tra cui Monti, Conterno, Benedetti e Ronchini, ha un ritardo di due minuti, mentre Favero, in leggera difficoltà, è indietro di oltre tre minuti.
Sulla prima rampa della salita di Sant'Elia (km 220) Kazianka è il primo a perdere contatta col gruppo di testa seguito poco dopo da Martin, Bui e Tezza. Guidano la corsa così in tre: Pambianco, Zamboni e Zancanaro. A Palmi (poco oltre il km 221), dove aumenta la pendenza, Pambianco e Zamboni si liberano anche di Zancanaro.
A metà dell'ascesa Pambianco forza l'andatura e transita solo in vetta con 12" sul compagno di fuga, 1'40" su Zancanaro e Martini e 1'51" sul gruppo.
Al termine della discesa per Bagnara Zamboni riprende Pambianco. I due sono ancora insieme per circa 10 chilometri poi a Scilla Pambianco se ne va di nuovo. Pigia forte sui pedali il battistrada con la speranza di una vittoria che sembra alla portata, ma all'inizio dell'abitato di Reggio, quando mancano circa 10 km all'arrivo, viene ripreso dal gruppo. Piscaglia, Cainero, Ronchini e Brandolini provano ancora alcuni scatti ma senza alcun effetto e sul Lungomare si presenta così, per la volata finale, un folto gruppo di 24 corridori.
Benedetti cerca di piazzare il suo scatto ma rimane danneggiato da Scudellaro che tentava di farsi largo. Ne approfitta così Bartolozzi che si porta in testa e conserva il primo posto nonostante il ritorno di Benedetti che a sua volta precede Conterno.
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