27 settembre 1953 - Giro della Provincia di Reggio Calabria
Partenza dal Ponte San Pietro in una giornata calda. Appena abbassata la bandierina scatta un giovane siciliano, Passavia, che già a Pellaro esce di scena a seguito di una foratura. Subito dopo la corsa si addormenta fino a quando, in vista del traguardo di Bova Marina, scappa Barbiero vincendo il premio e proseguendo la fuga.
Lo inseguono subito Barozzi, Moresco, Lauredi, Remy, Assirelli, Fornara e Gestri, ed in breve il tentativo è annullato. Sul Passo della Carriera scattano Ghidini e Bartalini che, agevolati dalla sopresa e dal fatto che molti sono appiedati da forature, guadagnano una ventina di secondi. A Banco (km 80), dopo 5 km dal tentativo di fuga, i passaggi avvengono nel seguente ordine: in testa Ghidini e Bartalini, a 20" un gruppetto guidato da Luciano Maggini e Conterno, a 40" Padovan e Gestri, ad un minuto il grosso.
Sulla lunga e pianeggiante strada che conduce a Gioiosa Jonica, possono rientrare comodamente tutti i ritardatari perchè Minardi, ritenuto pericoloso il tentantivo dei battistrada, ha rincorso tutti. Ritornata la calma in gruppo si marcia ad una andatura tranquilla e il gruppo compatto transita a Mammola (km 124) dopo aver compiuto la prima parte della salita verso la vetta della Limina. Cade il francese Gauthier, ma senza farsi male, mentre fora Remy che, però, può rientrare. Quando mancano due chilometri al termine della lunga salita, Bartalini e Buratti aumentano l'andatura. A 500 metri dalla vetta Buratti fa uno scatto ed è primo sul passo (km 134) e prosegue la sua azione scendendo verso Cinquefrondi con leggero vantaggio su Conterno, Mondello, Sartini, Bartalini e Roma. Subito dopo il passaggio da Cinquefrondi, Buratti è raggiunto e si forma così un gruppo di una ventina di corridori che passa da Taurianova (km 163) a velocità ridotta. Sulla strada per Gioia Tauro, Assirelli, approfittando dell'assoluta tranquillità del plotone, tenta il colpo grosso e scatta. Il gruppo si scuote e lo raggiunge in breve. Sulle rampe del S.Elia tentanto di andarsene senza esito Buratti, Bartalini, Astrua, Conterno, Volpi e Minardi. Lungo la discesa per Bagnara nuovo tentativo di Astrua prima e di Vitali poi, senza fortuna. A Scilla (2,6 km all'arrivo), dopo un vano tentativo di Fornara e Minardi, scappa Vitali, ma alle porte di Reggio viene riacciuffato. Sul Lungomare gremito di folla si presenta un gruppo forte di 22 unità. Nel volatone finale Maggini si pone subito alla ruota di Barozzi, mentre sulla destra è Rivolta che conduce. Ai 250 Maggini scatta e vince resistendo a Rivola, mentre cadono Minardi, Roma e Bartalini.
Lo inseguono subito Barozzi, Moresco, Lauredi, Remy, Assirelli, Fornara e Gestri, ed in breve il tentativo è annullato. Sul Passo della Carriera scattano Ghidini e Bartalini che, agevolati dalla sopresa e dal fatto che molti sono appiedati da forature, guadagnano una ventina di secondi. A Banco (km 80), dopo 5 km dal tentativo di fuga, i passaggi avvengono nel seguente ordine: in testa Ghidini e Bartalini, a 20" un gruppetto guidato da Luciano Maggini e Conterno, a 40" Padovan e Gestri, ad un minuto il grosso.
Sulla lunga e pianeggiante strada che conduce a Gioiosa Jonica, possono rientrare comodamente tutti i ritardatari perchè Minardi, ritenuto pericoloso il tentantivo dei battistrada, ha rincorso tutti. Ritornata la calma in gruppo si marcia ad una andatura tranquilla e il gruppo compatto transita a Mammola (km 124) dopo aver compiuto la prima parte della salita verso la vetta della Limina. Cade il francese Gauthier, ma senza farsi male, mentre fora Remy che, però, può rientrare. Quando mancano due chilometri al termine della lunga salita, Bartalini e Buratti aumentano l'andatura. A 500 metri dalla vetta Buratti fa uno scatto ed è primo sul passo (km 134) e prosegue la sua azione scendendo verso Cinquefrondi con leggero vantaggio su Conterno, Mondello, Sartini, Bartalini e Roma. Subito dopo il passaggio da Cinquefrondi, Buratti è raggiunto e si forma così un gruppo di una ventina di corridori che passa da Taurianova (km 163) a velocità ridotta. Sulla strada per Gioia Tauro, Assirelli, approfittando dell'assoluta tranquillità del plotone, tenta il colpo grosso e scatta. Il gruppo si scuote e lo raggiunge in breve. Sulle rampe del S.Elia tentanto di andarsene senza esito Buratti, Bartalini, Astrua, Conterno, Volpi e Minardi. Lungo la discesa per Bagnara nuovo tentativo di Astrua prima e di Vitali poi, senza fortuna. A Scilla (2,6 km all'arrivo), dopo un vano tentativo di Fornara e Minardi, scappa Vitali, ma alle porte di Reggio viene riacciuffato. Sul Lungomare gremito di folla si presenta un gruppo forte di 22 unità. Nel volatone finale Maggini si pone subito alla ruota di Barozzi, mentre sulla destra è Rivolta che conduce. Ai 250 Maggini scatta e vince resistendo a Rivola, mentre cadono Minardi, Roma e Bartalini.
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