Storia di Libero Ferrario

Entrò nell'Unione Sportiva Legnanese verso il 1920, partecipando come protagonista alla "Targa Legnano" e alla "Coppa Bernocchi".
Chiamato al servizio militare, fu autorizzato a gareggiare in alcune gare riportando vittorie a Barletta, a Trani ed ad Andria. A Bari invece si aggiudicò il campionato militare a squadre. Vinse la "Coppa Bernocchi" del '22 e del '23, prima di essere il primo italiano in assoluto a vestire una maglia iridata di campione del mondo: accadde nella prova mondiale riservata ai dilettanti e disputata a Zurigo nel '23 dove vinse lo sprint finale davanti a sei compagni di fuga umiliando tra gli altri il già celebre Leducq e il velocissimo Wambst.
Nel 1924 ottenne la vittoria nella "Tre Valli Varesine", nella "Targa Legnano", nella "XXIII Coppa del Re" e si presentò come favorito al campionato mondiale organizzato a Parigi. Non venne adeguatamente aiutato dalla squadra italiana, ma giunse onorevolmente quarto a otto minuti dal vincitore che, per la gioia degli appassionati francesi, fu uno dei loro beniamini, André Leducq che così si riprese la rivincita.
Ma il campione lombardo era già minato dalla tisi e si ritirò dalle competizioni nonostante la giovane età. Assalito da febbri e ricoverato, sempre più spesso, in case di cura dove si cercava di arginare i patimenti provocati dalla malattia, poi rivelatasi incurabile, a meno di 29 anni (nel febbraio del '30) moriva.
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