Trofeo Baracchi

Gara creata nel 1941 dalla Ciclistica Bergamasca in ricordo di Angelo Baracchi (presidente della Società), deceduto a 44 anni per un male incurabile. Nei primi anni fu prova in linea, generalmente riservata ai dilettanti ed agli indipendenti: vide spesso trionfare Michele Motta che vi colse ben tre successi (1941-1942-1945). Dal 1949 Mino Baracchi, prendendo spunto dal Giro della Provincia di Milano, cambiò la formula e la manifestazione, aperta ai professionisti appositamente invitati, si sviluppò su tre prove: una cronometro a coppie su strada (di chilometraggio intorno ai 100 km) e due competizioni in pista, di solito giro a cronometro ed australiana. Formula che rimase invariata fino al 1958: in seguito infatti venne effettuata soltanto la cronocoppie che, disputata a fine stagione, ottenne un gran successo, anche per i trionfi di eccezionali campioni come Magni e Coppi (tre affermazioni con Filippi) il quale nel 1957, accoppiato al giovane Baldini, vi colse il risultato più entusiasmante del finale di carriera. Negli anni '60 i protagonisti divennero Anquetil, Merckx e Gimondi; quindi fu la volta di Moser e Saronni che, insieme per la prima ed unica volta, si aggiudicarono la prova nel 1979. Nel 1990, dopo aver lasciato addirittura la sede naturale di Bergamo per trasferirsi prima in Toscana e poi in Trentino, fu messa (con molti rimpianti) la parola fine ad una manifestazione forse atipica ma comunque sempre affascinante. Tra le coppie più significative giunte alla vittoria anche i fratelli svedesi Pettersson (1970), i grandissimi Moser-Hinault (1984), gli atipici Moser-Oersted (1975, con il pistard danese in grande difficoltà a tenere il ritmo dell'indiavolato italiano) ed i francesi Fignon-Marie (1989). In una competizione dove contava molto l'affiatamento ed il sapersi dividere la fatica piuttosto che l'essere campione o specialisti, si verificarono anche alcune sorprese: Velly-Novales nel 1963 (davanti ad Anquetil-Poulidor!), Van Springel-Agostinho nel 1969 (coppia sulla carta male assortita ma in grado di superare invece Motta-Ritter e Merckx-Boifava), Barone-Johansson nel 1977 (strepitosi neo-pro) e Leali-Ghirotto nel 1987 (tenaci "gregari", primi davanti ai quotati e favoriti Saronni-Piasecki). Francesco Moser è il plurivincitore con 5 successi, ottenuti tutti con compagni diversi. In tutto sono state disputate 42 edizioni più sette in linea ed una crono individuale, la Finale di Coppa del Mondo a Bergamo nel 1991, con vittoria di Rominger che però risulta nel palmares del Gp des Nations per la fusione delle due competizioni. Media record: 50,487 km/h di Fignon-Marie nel 1989.
©2002-2019 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ONLUS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati

I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.