23 luglio 1905 - Corsa Nazionale

Partenza alle 4 della mattina davanti a ben 4.000 spettatori: avvio veloce, nonostante qualche spruzzo di pioggia, ed a Novara il gruppo di testa è ancora forte di una quarantina di unità e comprende tutti i favoriti ma poco prima di Vercelli si ritira Rossignoli, vittima di dolori intestinali. Tutto tranquillo fino a Torino dove si scatena la lotta per il traguardo a premio: si impone Cuniolo su Brusoni, Remondino e Gerbi. I quattro, leggermente avvantaggiatisi sullo slancio della volata, non insistono e si rialzano cosicché il gruppo presto si riforma. Iniziano i saliscendi piemontesi e sulle strade di casa Gerbi, nonostante una caduta senza conseguenze, si scatena. Ad uno ad uno tutti gli avversari sono costretti alla resa tranne il sorprendente Gaioni il quale però cede sulla salita di Dusino (tra Villanova e Villafranca) dove il Diavolo Rosso si invola tra l'entusiasmo del pubblico. Il vantaggio cresce costantemente ed al passaggio da Asti la folla è in delirio. La confusione è enorme, la folla invade la strada e Gerbi, trascinato dall'entusiamso del suo pubblico, spinge ancora con più foga in pieno centro cittadino. Qui però un ragazzo attraversa improvvisamente la strada e lo fa cadere. Gerbi rimane a terra, semisvenuto e con la testa sanguinante. Viene sollevato di peso e portato in una vicina farmacia dove un medico prima gli applica del ghiaccio sulla testa poi sutura la ferita sul capo con alcuni punti. Il dottore vorrebbe trasportarlo in ospedale, i minuti scorrono veloci e Gaioni è già transitato da Asti: il Diavolo Rosso improvvisamente si rianima, sbraita, urla, si alza, chiede un cognac, cerca la bicicletta e, nonostante il parere contrario del medico, insiste per continuare la corsa. Con le bende che gli coprono il capo e le braccia come una mummia, inforca la sua bicicletta e riparte.
Il suo inseguimento rimane nella leggenda nel ciclismo: attardato di almeno dieci minuti da Gaioni, Gerbi comincia una rincorsa micidiale, incredibile. Recupera infatti costantemente terreno sull'esausto Gaioni, lo raggiunge e lo sorpassa a doppia velocità. Ad Alessandria (una trentina di km dopo Asti) il Diavolo Rosso è nuovamente da solo al comando con 9' di margine su Gaioni, 20' su Galetti e Fortuna. Sotto un sole di fuoco, in un caldo asfissiante, Gerbi continua la sua cavalcata: a Tortona Gaioni accusa 13' di ritardo, Pavesi transita a 25' e la corsa appare già decisa. Il Diavolo Rosso giunge al traguardo di Vigentino alle 16.02 chiudendo trionfalmente un'impresa veramente mitica e leggendaria. Gaioni riesce a mantenere la seconda posizione precedendo nell'ordine Pavesi, Galetti e Pierino Albini.
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