18 giugno 1907 - Corsa Nazionale
I 44 partenti scattano da Rogoredo alle prime luci dell'alba e la corsa inizia tranquillamente; i favoriti infatti si controllano e pensano soprattutto a risparmiare energie. Niente da segnalare fino a Verona dove il gruppo di testa è formato ancora da una ventina di unità, con tutti i migliori ancora insieme. Al controllo di Brescia giungono per primi 12 corridori: Gerbi, Galetti, Rossignoli, Chiodi, Massironi, Ganna, Pavesi, Cuniolo, Danesi, Canepari, Della Casa, Beni, Oriani, L. Azzini e Gaioni. Ganna e Galetti tentano la sorpresa, firmano velocissimi e ripartono senza nemmeno rifocillarsi. Gerbi e Chiodi sono i primi a seguirli ed a raggiungerli poco dopo ma i quattro temporeggiano ed vengono raggiunti da Canepari, Rossignoli, Cuniolo, Beni, Massironi e Danesi. In testa sono in dieci; l'andatura aumenta, nessuno riesce più a rientrare ed i battistrada filano velocissimi attraverso Crema e Lodi. Tutto sembra far pensare ad una volata finale ma gli ultimi km vengono percorsi in un caos infernale: centinaia di tifosi vogliono seguire le fasi finali direttamente sulla strada (in auto o in bicicletta) e si mischiano pericolosamente al gruppo dei fuggitivi senza che il servizio d'ordine riesca a bloccarli. A Melegnano la situazione degenera, i corridori in gara sono costretti a schivare ripetutamente gli incauti spettatori ciclisti che creano confusione e pericolo. Si susseguono infatti le sbandate ed alla fine si verifica l'inevitabile caduta: è Chiodi il primo a cadere, trascinando subito con se Ganna (poi costretto al ritiro). Il caos generale favorisce Gerbi che era in testa al momento della caduta; il Diavolo Rosso è tra i pochi a rimanere in sella e, approfittando della situazione, scatta. Soltanto Galetti riesce a seguirlo in un primo momento ma Gerbi è inarrestabile e mantiene una trentina di secondi di margine arrivando da solo al traguardo di Rogoredo.
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