5 settembre 1971 - World Championship - Mendrisio (SUI)
Per uno come Merckx che vince a ripetizione Giri, Tour e classiche, un solo mondiale all'attivo è troppo poco. Dopo i tre fallimenti seguiti al successo di Heerlen del 1967, Merckx a Mendrisio, nel Canton Ticino, appena oltre la frontiera italiana, succede al povero Monsere morto da meno di sei mesi.
E' uno dei più entusiasmanti campionati del mondo che si ricordino perché al grande Merckx tiene compagnia un non meno grande Felice Gimondi.
Il circuito misura 17 chilometri da ripetrsi 18 volte con una sola salita che risulterà determinante sul versante opposto, quello della discesa, quando Merckx e Gimondi pianteranno in asso i soli che abbiano saputo resistere alla loro azione.
La squadra italiana è composta da Basso, Bitossi, Cavalcanti, Dancelli, Francioni, Gimondi, Poggiali, Polidori, Zilioli e Aldo Moser ormai 37enne. Dopo i guizzi iniziali di Basso e Polidori, al sessantesimo chilometro, sulla salita di Navazzano, Dancelli, Bitossi e Cavalcanti s'involano, e alle loro spalle Merckx gli lancia l'unico gregario di fiducia, Swaerts; l'ultimo ad accodarsi è Zoetemelk.
Il ricongiungimento avviene al tredicesimo giro: quando Mortensen e Guimard vanno al contrattacco, Merckx e Gimondi capiscono che si tratta dell'occasione giusta e si trascinano dietro un compagno di squadra a testa, Pintens per il belga e Polidori per l'italiano.
I sei procedono in accordo creando un distacco che non verrà più colmato. Sulla discesa di Navazzano Merckx prova l'azione di forza e il solo a resistere è Gimondi. Nella volata a due Gimondi tenta la sorpresa a 250 metri ma Merckx non si lascia certo sfuggire la ghiotta occasione. A un minuto e tredici secondi arriva Guimard terzo che batte allo sprint Polidori, Pintens e Mortensen. Il gruppo, regolato da Dancelli, arriva dopo quasi 7 minuti.
E' uno dei più entusiasmanti campionati del mondo che si ricordino perché al grande Merckx tiene compagnia un non meno grande Felice Gimondi.
Il circuito misura 17 chilometri da ripetrsi 18 volte con una sola salita che risulterà determinante sul versante opposto, quello della discesa, quando Merckx e Gimondi pianteranno in asso i soli che abbiano saputo resistere alla loro azione.
La squadra italiana è composta da Basso, Bitossi, Cavalcanti, Dancelli, Francioni, Gimondi, Poggiali, Polidori, Zilioli e Aldo Moser ormai 37enne. Dopo i guizzi iniziali di Basso e Polidori, al sessantesimo chilometro, sulla salita di Navazzano, Dancelli, Bitossi e Cavalcanti s'involano, e alle loro spalle Merckx gli lancia l'unico gregario di fiducia, Swaerts; l'ultimo ad accodarsi è Zoetemelk.
Il ricongiungimento avviene al tredicesimo giro: quando Mortensen e Guimard vanno al contrattacco, Merckx e Gimondi capiscono che si tratta dell'occasione giusta e si trascinano dietro un compagno di squadra a testa, Pintens per il belga e Polidori per l'italiano.
I sei procedono in accordo creando un distacco che non verrà più colmato. Sulla discesa di Navazzano Merckx prova l'azione di forza e il solo a resistere è Gimondi. Nella volata a due Gimondi tenta la sorpresa a 250 metri ma Merckx non si lascia certo sfuggire la ghiotta occasione. A un minuto e tredici secondi arriva Guimard terzo che batte allo sprint Polidori, Pintens e Mortensen. Il gruppo, regolato da Dancelli, arriva dopo quasi 7 minuti.
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