28 agosto 1966 - World Championship - Adenau (GER)

Dopo 39 anni si torna sulla mitica pista del Nurburgring ad Adenau dove il mondiale era nato nel 1927 e dove gli italiani aveva infilato quattro atleti ai primi quattro posti, massimo trionfo per una nazione.
E poco prima della partenza, per rievocare quella fantastica prima edizione, due arzilli sessantenni, Gaetano Belloni (quarto nel 1927) e Jean Aerts (primo nel 1935), compiono un giro d'onore prima della corsa ufficiale.
L'Italia è, come nelle sue abitudini, la squadra da battere con Gimondi, Motta, Zilioli, Bitossi, Dancelli, Fezzardi e Taccone; ma alla fine il lavoro svolto dagli azzurri non viene ripagato dall'ordine d'arrivo che premia un profeta in patria, quel Rudy Altig che l'anno prima era stato battuto in volata da Tommy Simpson.
Dei 77 partiti soltanto in 22 arrivano al traguardo. La prima fuga della giornata è di due sconosciuti; poi vanno via undici uomini tra i quali Motta e Bitossi ma al decimo giro il gruppo si ritrova ancora una volta compatto. A questo punto Gimondi da una scossa alla gara con un fulmineo attacco nell'intento però di riacciuffare lo spagnolo Jimenez. Felice viene a trovarsi solo al comando senza volerlo e con un vantaggio di appena 30 secondi rimane in testa per quasi 25 chilometri. Quando i corridori iniziano l'ultimo giro ci sono 8 atleti in testa: gli italiani Gimondi, Motta e Zilioli, i francesi Anquetil, Poulidor e Stablinski e due belgi, Van del Bosch e Eddy Merckx. Ormai i giochi sembrano fatti ma Aimar, vincitore del Tour del 1966, ritrascina in gruppo Rudy Altig. Al cartello dei cinque chilometri dall'arrivo Gimondi, che aveva speso tantissimo, e i due belgi si piantano mentre Altig raggiunge la testa della corsa. L'allungo di Altig è impressionante, parte all'ultimo chilometro con una progressione che schianta prima Zilioli, poi Stablinski e infine Motta. Gli ultimi a resistergli sono Anquetil e Poulidor, che però si devono inchinare proprio sotto lo striscione dell'arrivo.
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