1 giugno 1947 - Giro d'Italia

Si parte poco oltre mezzogiorno da Tor Pignattara sotto ad un sole africano; la canicola romana è quasi insopportabile. Primi guasti meccanici prontamente riparati ed un paio di defezioni importanti dopo pochi chilometri: Ausenda e Toni Bevilacqua, in non perfette condizioni fisiche, si staccano e proseguono la fatica odierna per conto loro. Poco prima di Ferentino traguardo a premi vinto da Landi; cade una prima volta Desmet, belga in forze all'italianissima Olmo. Lo straniero rientra non senza qualche difficoltà. La sfortuna del gregario di Maes non è ancora finita, sono a Capua, un'auto, parcheggiata lungo la carreggiata, provoca effetti disastrosi: franano a terra ancora Desmet, Brotto, Guizzardi, Roggi e Simoni. I quattro italiani, pesti e sanguinanti, si rialzano ed a fatica riprendono la marcia, mentre il fiammingo, svenuto, è trasportato all'ospedale di Napoli. Il suo Giro finisce dunque nel modo meno augurabile. Intanto Ronconi, Ortelli, Martini e Leoni tentano la fuga da lontano, il gruppo però reagisce. Lambertini s'impone ad un traguardo volante, ed unitamente all'attivissimo Martini, rilancia l'offensiva. Ai due, poco dopo, si agganciano Fiorenzo Magni, Maes e Toccaceli, l'azione risulta pericolosa ed il gruppo dei migliori si accoda ai battistrada. Corsa più che mai viva, Cottur ritenta l'azione di forza, ma l'esito è ancora negativo. Prosegue la bagarre, mentre si raggiunge Napoli e si sale verso il "Vomero". Il pubblico è molto folto ed altrettanto composto, i girini entrano nello stadio tra il boato della folla; Coppi intuisce la possibile soluzione: parte lungo ben protetto alle spalle dal compagno Leoni e vince alla grande una combattutissima tappa, la seconda di questo Giro d'Italia. Alle spalle, con lo stesso tempo del vincitore, Leoni, Bartali, Toccaceli, Martini ed altri cinque corridori. Da segnalare anche la non brillante giornata di Ortelli, giunto al traguardo con mezzo minuto di ritardo.
Articolo inviato da: Giovanni Tarello (Borgo D'Ale (VC))