5 novembre 1922 - Giro di Lombardia
Giornata grigia e forte vento spesso contrario alla marcia dei corridori. Gara tranquilla e niente da segnalare fino al Brinzio dove tutti i migliori rimangono insieme fino alla vetta dove il primo a scollinare è Lucotti davanti ad Annoni e Sivocci. Si continua senza sussulti fino ad Asso, poi finalmente quando la strada comincia a salire verso Magreglio inizia la vera corsa.
Sono Brunero ed Aimo, compagni nella Legnano, a scattare violentemente e solo Girardengo riesce a resistere al loro forcing: alle spalle di questo terzetto si distingue lo sconosciuto Bottecchia che trascina il gruppetto dei primi inseguitori tra i quali Gremo e Belloni. In vetta transita per primo Aimo però il distacco tra i due gruppetti è minimo e in discesa si ricompattano. Sul lungolago l'andatura torna tranquilla e rientrano altri corridori finchè al comando si ritrovano in una quindicina. Stavolta il Ghisallo non ha provocato la selezione decisiva ma improvvisamente la bagarre si riaccende sullo strappo di Valbrona: ripartono infatti all'attacco Aimo e Brunero cui rispondono solo Girardengo e Belloni. I due della Legnano ci provano a ripetizione e riescono a rimanere da soli anche se con un vantaggio minimo. Appena usciti da Canzio però Brunero fora; Aimo temporeggia un attimo, poi decide di tentare da solo. Fora anche Belloni e Girardengo senza più il compagno della Bianchi al suo fianco parte di slancio al contrattacco trascinandosi Azzini con il quale poco dopo Erba si riporta su Aimo. In tre quindi al comando, con Girardengo che prende in pugno la situazione e forza l'andatura con il vantaggio che si attesta sui 3' nei confronti di un altro terzetto composto da Gay, Gremo e Brunero. Sulla salita della Cicognola, ultima asperità della giornata, Aimo prova coraggiosamente l'allungo ma viene facilmente controllato da Girardengo. Si arriva allo sprint all'Autodromo di Monza con Azzini che lancia la volata da lontano ma Girardengo lo affianca ai 150 metri e lo supera nettamente tagliando per primo il traguardo e aggiudicandosi per la terza volta il "Lombardia".
Sono Brunero ed Aimo, compagni nella Legnano, a scattare violentemente e solo Girardengo riesce a resistere al loro forcing: alle spalle di questo terzetto si distingue lo sconosciuto Bottecchia che trascina il gruppetto dei primi inseguitori tra i quali Gremo e Belloni. In vetta transita per primo Aimo però il distacco tra i due gruppetti è minimo e in discesa si ricompattano. Sul lungolago l'andatura torna tranquilla e rientrano altri corridori finchè al comando si ritrovano in una quindicina. Stavolta il Ghisallo non ha provocato la selezione decisiva ma improvvisamente la bagarre si riaccende sullo strappo di Valbrona: ripartono infatti all'attacco Aimo e Brunero cui rispondono solo Girardengo e Belloni. I due della Legnano ci provano a ripetizione e riescono a rimanere da soli anche se con un vantaggio minimo. Appena usciti da Canzio però Brunero fora; Aimo temporeggia un attimo, poi decide di tentare da solo. Fora anche Belloni e Girardengo senza più il compagno della Bianchi al suo fianco parte di slancio al contrattacco trascinandosi Azzini con il quale poco dopo Erba si riporta su Aimo. In tre quindi al comando, con Girardengo che prende in pugno la situazione e forza l'andatura con il vantaggio che si attesta sui 3' nei confronti di un altro terzetto composto da Gay, Gremo e Brunero. Sulla salita della Cicognola, ultima asperità della giornata, Aimo prova coraggiosamente l'allungo ma viene facilmente controllato da Girardengo. Si arriva allo sprint all'Autodromo di Monza con Azzini che lancia la volata da lontano ma Girardengo lo affianca ai 150 metri e lo supera nettamente tagliando per primo il traguardo e aggiudicandosi per la terza volta il "Lombardia".
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