26 ottobre 1929 - Giro di Lombardia
Partenza da viale Monza alle 6.41 in una mattinata limpida dopo la pioggia della notte. Gruppo tranquillo fino al Ghisallo ma appena inizia la salita Bertoni scatta a ripetizione e solo Zanzi, Di Paco, Camusso e Gremo resistono alla sua incontenibile azione; Bertoni transita per primo in vetta ma il margine dei cinque battistrada è limitato e in discesa i fuggitivi vengono raggiunti da una ventina di corridori. A Varese il gruppo di testa è composto da una trentina di unità; tutto tranquillo sul Marchirolo in vetta al quale transita primo Camusso davanti a Gremo e Bertoni. La corsa si riaccende sul Brinzio e sotto la spinta energica di Gremo e Bertoni al comando si forma un gruppetto comprendente anche Guerra, Di Paco, Piemontesi e Camusso anche se questi ultimi due cedono prima della vetta, dove transitano nell'ordine Bertoni, Di Paco, Gremo e Guerra. Mentre tutti sono intenti a girare la ruota, scatta Di Paco che si lancia velocissimo ed imprendibile in discesa. I suoi compagni di fuga tentano disperatamente di recuperare ma Bertoni viene tradito dalla foga, abborda male una curva, sbanda, cade ed è costretto al ritiro. Guerra invece si dimostra discesista temerario e dopo pochi km riesce a riportarsi da solo su Di Paco, tra l'altro suo compagno nella Maino. I due giungono a Varese con poco meno di un minuto di vantaggio sul primo gruppetto di inseguitori: Gremo, Pancera, Zanaga, Fossati, Bianchi M., Morelli, Graglia e Barral. Guerra e Di Paco proseguono la loro azione con grande decisione, ma a Tradate si trovano di fronte un passaggio a livello chiuso, sono costretti a fermarsi e perdono una trentina di secondi. Guerra non si arrende ed instiste, trascinando letteralmente l'esausto Di Paco, ma alle loro spalle si sono avvantaggiati Zanaga, Gremo, Fossati, Barral e Bianchi che alle porte di Milano riescono a raggiungere i fuggitivi. Sono in sette al comando e si prepara la volata mentre comincia a piovere. E' troppo tardi per spostare l'arrivo e anche se la pista è leggermente bagnata e quindi pericolosa il traguardo rimane all'interno del Velodromo. I primi due giri di pista vengono percorsi lentamente poi, al suono della campana dell'ultimo giro, allunga deciso Fossati che guadagna subito una decina di metri. Nessuno riesce ad affiancarlo e Fossati mantiene la testa e taglia per primo il traguardo.
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