8 febbraio 2004 - G.P. Costa degli Etruschi

Dopo 24 chilometri il francese Mikael Buffaz rompe gli indugi e scappa, cercando di dare una scrollatina ad una gara sonnolenta. Al chilometro 42 il neo professionista Gabriele Bosisio, che aveva lasciato il gruppo, si aggrega al fuggitivo. Insieme raggiungano un vantaggio massimo di 10'50" dopo 67 chilometri di corsa. Dopo metà gara dietro si svegliano e cominciano a pestare. Quando mancano 45 chilometri alla fine il vantaggio è già calato a 1'38". Tra i più attivi, in testa al gruppo, l'idolo di casa Paolo Bettini. Così al km. 172 di nuovo tutti insieme. Quando suona la campana dell'ultimo dei cinque giri finali, Alessio Galletti (Domina) è in testa al plotone a menare la danza. Buon segno, vuol dire che Cipollini ha intenzione di fare la sua parte. Invece per lui niente volata, a tre chilometri dal termine i "treni" delle varie squadre cominciano a prendere posizione. La Domina è nelle primissime posizioni e, come testimoniani vari ciclisti, ad un certo punto, il numero 76 l'australiano McKenzie, si infila tra gli uomini Domina. Scirea non gradisce e gli da un colpo sulla schiena che gli fa perdere l'equilibrio. McKenzie scoda toccando la ruota di un paio di avversari. È il finimondo. Tra coloro che cadono e quelli che si fermano perché la strada è bloccata sono non meno di cinquanta-sessanta. I pochi fortunati che ce la fanno a passare vanno a giocarsi la vittoria finale. Tra coloro che riporteranno i danni maggiori, oltre a SuperMario, anche Fagnini e Zanotti della Caldirola, finito anche lui nel fossato con almeno un altro paio di compagni di squadra. Per loro forti contusioni e numerose abrasioni su tutto il corpo.
Avanti restano più o meno in venti. Mitlushenko è il più bravo e furbo. Senza faticare più di tanto regola Aug e D'Amore. Nella loro scia Aggiano, Ferrigato, Mori, Tosatto e gli altri.
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