8 settembre 1912 - Gran Fondo
Al via 32 atleti; fino a Parma i migliori sono tutti insieme, tranne Rossignoli in precarie condizioni fisiche. Scende la notte ed alla luce dei fari si verificano numerosi incidenti e forature mentre Agostoni approfitta dell'oscurità e di un passaggio a livello chiuso per avvantaggiarsi. Il plotone si disinteressa ed il fuggitivo transita a Rovigo con 10' di vantaggio che diventano addirittura 25' a Legnano. A Desenzano il margine del battistrada è ancora di 20' ma inevitabilmente Agostoni comincia ad accusare la stanchezza e sulla salita di Barghe S. Eusebio (unica asperità di rilievo della corsa) cede di schianto. Al comando si trovano così in sette: Galetti, Ganna, Pavesi, Albini, Beni, Santhià e Cervi. La selezione decisiva si verifica negli ultimi km di ascesa, quando Ganna attacca e soltanto Galetti gli resiste: i due transitano in vetta con 2' di margine su Santhià ed Albini e, nonostante cadano entrambi in discesa nella stessa curva, riescono a mantenere un buon vantaggio. Una volta tornati in pianura, Ganna e Galetti proseguono in perfetto accordo, aumentano il loro vantaggio mentre gli inseguitori sono allo sbando. I due battistrada giungono così da dominatori al "Trotter" di Milano dove Ganna supera brillantemente Galetti.
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