Storia di Daniele Berardi

Berardi Daniele nasce a Tagliacozzo (AQ) il 10 Gennaio 1937. La passione per il ciclismo lo porta a frequentare i gruppi sportivi locali, come il Gruppo Sportivo Malvisi di Tagliacozzo.
I successi ottenuti nelle categorie giovanili gli consentono di arrivare a Roma con l'Associazione Benotto Preneste per la quale corre nella categoria dilettanti dal 1956 al 1957. Nel 1956 la squadra è presieduta dal Cav. Luigi Necci e fra i suoi compagni di squadra ci sono Carmine Leone, Vittorio Nereggi e Noè Conti. Nel 1957 tra i compagni di squadra di Daniele troviamo Pazzini Rolando, Nereggi Vittorio e Bevilacqua Italo. Nel 1958 Daniele Berardi corre con il Gruppo Sportivo Faema Preneste. Si ricordano di seguito le competizioni di maggiore rilevanza di cui abbiamo avuto notizia.
14 marzo 1956 - Gran Premio valido per "il Bracciale d'oro" del Corriere dello Sport, manifestazione promossa da Franco Melli e assegnato a fine anno ai corridori esordienti, allievi e dilettanti. Circuito durissimo, dicono le cronache, attraverso Onano e Acquapendente "si saliva, si saliva, si saliva e non si scendeva mai". A 45" Livio Trapè, Morucci e Berardi superano in accordo gli ultimi sette chilometri di salita da Ponticello a Gradoli. Arrivano allo sprint Marzullo e Berardi. Berardi taglia la linea "a due macchine". Seguono Morucci, Fortini e Ippoliti, tutti dell'AS Roma. (rif. pubblicazione "Domenico Marzullo - Il Piccolo Coppi")
Anno 1957 - Daniele Berardi entra nella Squadra Regionale Lazio del Trofeo San Pellegrino Sport, competizione voluta da Gino Bartali per raccogliere i migliori talenti fra i ciclisti dilettanti nazionali. La San Pellegrino Sport nascerà attraverso 100 gare regionali ad eliminazione ed una finale nazionale. Daniele Berardi farà parte della squadra della Regione Lazio e parteciperà alla gara nazionale. Fanno parte della squadra regionale della San Pellegrino Sport oltre a Daniele Berardi, Vittorio Colabattista di Terracina, Noè Conti, Domenico Marzullo di Colli al Volturno. Presidente del Comitato Regionale Lazio è Domenico Maurizi. Sono madrine della San Pellegrino Sport di Gino Bartali Marisa Allasio, Marisa Marroni, Cosetta Greco, Lorella De Luca.
Torniamo ancora al Trofeo San Pellegrino di Gino Bartali. Il progetto è semplice e innovativo. Un "Trofeo San Pellegrino" nelle regioni ciclisticamente più importanti onde selezionare le rappresentative che prenderanno parte alla finale nazionale. Ai più validi la "San Pellegrino" di Bartali offrirà il contratto da professionisti. E così i migliori dilettanti del Lazio domenica 1° settembre 1957 si incontrano a Isola del Liri. I chilometri del percorso sono 157, con arrivo in salita. "Corsa incandescente e molto veloce" scrive sul Corriere dello Sport il corrispondente Francesco Fuoco. A Cassino si è già formato il gruppetto degli aspiranti al successo. Marzullo, Colabattista, Del Giudici, Perna, Pazzini, Berardi. La gara si conclude in volata. Marzullo e Colabattista arrivano a ruota, Pazzini e Berardi arrivano terzo e quarto a 1'56" dal primo classificato.
La formazione del Lazio per la finale nazionale "Trofeo San Pellegrino" 1957 è così fatta: Marzullo, Morucci e Fortini della A.S. Roma, Berardi e Paoletti dell'A.S. Benotto Preneste, Colabattista, Del Giudici, Maggini e Marocchi della S.S. Lazio, Salvatori della Pedale Sabino Rieti. Si disputerà a tappe, dal 29 settembre 1957, con partenza da Roma e arrivo a San Pellegrino Terme. Queste le tappe: Roma- Perugia cronometro a squadre, Perugia - Camerano, Ancona - San Marino, Rimini - Bologna, Bologna - Modena, Modena - Milano, Milano - Bergamo, Bergamo - San Pellegrino Terme.
1958 - Daniele continua l'ascesa verso il ciclismo professionista. Non accetta tuttavia la decisione della società Faema Preneste di non inserirlo nella rosa dei partecipanti al Giro di Sardegna. Daniele si era allenato tutto l'inverno per il giro di Sardegna, un inverno particolarmente rigido a Tagliacozzo, in Provincia dell'Aquila, dove viveva con i suoi genitori Crescenzo e Giuseppina. Un atto di orgoglio gli impedisce di accettare la decisione della società. Per ripicca abbandona la bicicletta da corsa nuova fiammante e la scaglia a terra davanti alla sede della Faema Preneste. Con questo gesto si ritira dalla partecipazione alle competizioni sportive.
La passione per il ciclismo resterà per tutta la vita, con il rammarico di non aver avuto un amico che lo aiutasse a superare quel momento di delusione per rimettersi in corsa. Erano anni difficili per chi praticava il ciclismo dilettantistico e Daniele non aveva nemmeno il supporto della sua famiglia. Erano anni in cui talvolta era necessario vincere la corsa per guadagnare la somma necessaria per comprare il pranzo e tornare a casa.
Vedremo ancora Daniele fra i cicloamatori delle diverse categorie, fino alla categoria senior, gentleman, super gentleman. All'età di 80 anni ancora saliva in sella sulla sua bicicletta da corsa per percorrere anche 100 km di allenamento su strada.

Grazie alla figlia Giusy
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